BENVENUTI!

Benvenuti nel mio blog!
E' mio grande piacere, con questo spazio, mettere a disposizione di tutti ciò che più amo: POESIA, MUSICA, SPORT, MEDICINA, PSICOLOGIA, SAGGEZZA POPOLARE e tanto altro
.
Cari saluti!

Chiara Inesia


Visualizzazione post con etichetta ARTICOLI ASTROLOGIA PSICOLOGICA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ARTICOLI ASTROLOGIA PSICOLOGICA. Mostra tutti i post

sabato 26 aprile 2008

ASTROLOGIA EVOLUTIVA

di Lidia Fassio


L'Astrologia è una materia complessa che presuppone la conoscenza di un vero e proprio linguaggio: quello dei simboli.
Infatti, l’astrologia, riunisce in sè il simbolismo planetario con quello psicologico ed introduce pian piano alla lettura del tema natale, vera e propria mappa della psiche di una persona che permette di comprendere le potenzialità, il vissuto in termini soggettivi (e non oggettivi), le aspettative, le forze che sono in gioco e il progetto vitale; è un vero e proprio strumento di lavoro che può accompagnare a capire piu' in profondità se' stessi mettendo in evidenza le difficoltà che si possono incontrare nel viaggio verso la scoperta di sé e le potenzialità che invece possono accompagnare il proprio cammino nonché la comprensione dei punti difficili.

Fin dai tempi del Dr. Jekyll e Mr. Hyde l'uomo ha percepito di avere svariate sfaccettature all'interno della sua personalità: la psiche sembra essere un grande diamante che riflette luci diverse in grado anche di lasciare del tutto sconcertato l'ignaro soggetto che si vede mosso ed agito da forze interiori che appaiono incontrastabili.
Il grande Stevenson anticipò con il suo bellissimo romanzo quello che la psicanalisi avrebbe poi reso palese attraverso i due capostipiti Freud e Jung.
Stevenson ipotizzò nel suo romanzo due personalità indipendenti in lotta all'interno di un individuo ed in grado di lacerarlo profondamente.
Più avanti nel tempo, Roberto Assagioli - fondatore della psicosintesi - ipotizzò che possiamo ritrovare molte " sub personalità" all'interno di un individuo anche se spesso le stesse non sono integrate in quello che comunemente chiamiamo il senso dell’IO.
Gli esseri umani non nascono con un senso di identità già formato; i bambini lavorano a lungo per crearlo e così, nel lungo percorso educativo, molte cose di se' sono illuminate e quindi integrate nella coscienza e nell'IO, altre sono modificate o de-formate ed altre ancora, purtroppo, sono rimosse e cadono nel gran calderone dell'inconscio dove non perdono di forza, ma cominciano ad esercitare un potere sottile e conturbante al di fuori della coscienza, creando interferenze nelle direzioni che l'IO vorrebbe dare alla vita.

Tuttavia, proprio la psicologia del profondo ci insegna che noi abbiamo un Sé interiore che ha un grande potere unificante e che conosce perfettamente il nostro progetto per cui sa esattamente che cosa dobbiamo diventare e si incaricherà per così dire di attirare nella vita del soggetto quelle esperienze che possono portarlo sulla strada della conoscenza della sua "vera identità.
Il nostro SE’ tuttavia, per un lungo periodo, è una parte che sembra celata all'interno poiché sfugge alla coscienza che non la riconosce ed anzi, si comporta prima come se non esistesse e, in seguito, come se fosse una parte antagonista; ciononostante sarà proprio da questa parte che possiamo chiamare "centro - cuore" che scaturiranno quegli stimoli diretti ad orientare l'uomo verso il conoscere e il conoscersi di più.

Gli stimoli possono essere estremamente intensi, suggestivi ed affascinanti, ma possono essere anche inquietanti e creare molte contraddizioni: in tutti i casi avranno sempre un unico scopo che è quello di spingerci a guardarci dentro, a cercare di comprendere da dove scaturisce quel materiale che sembra rivelare una vastità che contrasta fortemente con il senso di limite e di definizione dell'IO.
Questa fase è quella in cui noi sembriamo invertire la tendenza iniziale che spingeva verso il mondo esterno; infatti, avviene una sorta di richiamo che ci affascina e ci spinge a percorrere le strade suggerite dalle immagini interne che emergono attraverso i sogni e attraverso forti conflitti che non possono essere ignorati.

Questi momenti sono quelli in cui simbolicamente noi ci mettiamo in viaggio - è il viaggio dell'Eroe - che si mette in moto per cercare la sua strada che consiste nel cercare l'altra parte di sé, quella che da segni di esistere ma che non è ancora manifesta; il viaggio ha anche lo scopo di comprendere e di carpire il senso della vita e del progetto del SE' ; il viaggio non è facile in se' - comporta una vita intera - e di sicuro non è facile comprendere attraverso quali vie dobbiamo inoltrarci per vivere al meglio le nostre potenzialità senza cadere nell'illusione di cambiare o di tradire ciò che siamo alla base.

Sappiamo bene che da un seme di mela non potrà mai nascere un pero tuttavia, noi umani proprio in virtù della libertà d’azione e di una gran presunzione di sapere, troppo spesso nasciamo meli e vogliamo diventare peri.
Altre volte, la scarsa fiducia nelle possibilità ci porta ad adeguarci a modelli che non ci appartengono e che finiscono per appiattirci su una serie di maschere che finiranno per deprivarci di ogni significato fino a non riconoscerci più e ad avere vere e proprie crisi di identità.


L'astrologia evolutiva / psicologica si pone come disciplina che può avvalersi di tutte le potenzialità della materia più antica in assoluto (l'astrologia) unendo al tempo stesso le conoscenze della psicologia e di altre discipline umanistiche quali il mito, l'analogia e il simbolismo.
L'astrologia evolutiva-psicologica, definita anche astrologia umanistica, si pone così tra le tante discipline di autoconoscenza.
Essa, infatti, si interessa essenzialmente del "seme"; lungi infatti dall'idea - troppo spesso comune ma fortemente erronea - che l’astrologia si interessi della conoscenza del futuro e che possa pre-vedere quel che accadrà ad una persona; questo infatti ipotizzerebbe la mancanza di libero arbitrio e l'idea che l’uomo sia in realtà una marionetta in mano a qualcosa o qualcuno che abbia il potere di dirigerlo e di determinarlo.

Questo, a mio avviso, è quanto di più deleterio e dannoso per l'uomo; credere di non avere un libero arbitrio, favorisce per lo più l'idea di poter sfuggire alle scelte e alle conseguenti responsabilità che il senso di libertà comporta.
Lo studio dell'astrologia evolutiva / umanistica e psicologica allontana da questa visione e accompagna a percepire i sottili legami che l'uomo ha con ciò che lo circonda e, soprattutto, con l'universo di cui è parte; conduce per mano a comprendere che noi nasciamo con un determinato potenziale e che proprio questo dovrà essere sviluppato e ci ricorda altresì che ciò che noi faremo di questo potenziale dipenderà dalla nostra capacità di metterci in gioco, dall'idea che noi abbiamo della vita, dal significato che daremo al nostro vissuto e dalla voglia di affrontare ciò che all'interno, sembra non rispondere ai nostri desideri o progetti coscienti.

Questo non nega la nostra ereditarietà biologica e psichica, per cui è anche vero che, sulla base di queste due istanze, noi ci svilupperemo secondo delle linee guida che sembrano essere intrinseche alla nascita ma, è altrettanto vero che molto di ciò che noi saremo dipenderà dal nostro particolare modo di mischiare questo potenziale e di portarlo ad esprimersi al massimo o al minimo e dipenderà altresì dal modo particolare con cui interpreteremo la realtà che, altro non è, se non il personale modo con cui vediamo e leggiamo i fatti e gli eventi della vita.

Il tema natale letto attraverso gli occhi dell'astrologia evolutiva / umanistica, diventa un modello energetico che è il riflesso di un modello più allargato e più grande. Universale.

Il tema natale è dunque la mappa del modello che si è organizzato dentro la nostra psiche in cui sono rintracciabili tutti i simboli a partire dall'Io (Sole) con tutte le funzioni indispensabili per il suo sviluppo (cognitive - affettive - affermative, ecc.).
Partendo dai concetti base della psicologia sappiamo anche che l'IO non è nient'altro che il riflesso o la parte esterna di quel centro profondo e misterioso che si chiama SE' che cercherà di portare all'integrazione di tutte le funzioni dentro l'IO affinché il soggetto in questione possa sentire di essere parte di un' unità e di una totalità.

Sappiamo che la coscienza, nel suo processo di strutturazione ha dovuto discriminare, accogliere alcuni contenuti e respingerne altri e il tema natale nella sua particolare combinazione tra le varie funzioni rappresenta esattamente il "seme" di tutto ciò e riflette quella precisa organizzazione giungendo a evidenziare le difficoltà che si sono incontrate nella strutturazione e in quali momenti della vita determinati fattori (archetipi) si sono costellati e in quali altri si attiveranno per dare alla coscienza un'opportunità di riconoscerli e di integrarli.

Sappiamo anche che la psiche e l'inconscio usano un linguaggio simbolico, e l'astrologia altro non è che una delle tante chiavi di letture di questo modello simbolico e del particolare modo in cui si è miscelato al nostro interno.
Gli strumenti che l'astrologia usa, pianeti - segni e case, sono semplicemente simboli che rappresentano le linee basilari di sviluppo di un’individualità; il tema natale è il riflesso in piccolo di ciò che accade in grande (è il così sopra così sotto degli antichi); ognuno di noi riflette dunque qualcosa che sta nel cielo e nel suo seme di base e questa può essere definita la sua essenza unica e speciale.

In questo il tema natale si rivela qualcosa di profondamente utile per l'individuo perché puo' fornire una chiave di lettura di ciò che potenzialmente si è e di quale è il progetto che dovremo in qualche modo portare a termine e conseguire alla fine della nostra vita.
Per questo sembra un "viaggio", perché la vita non è nient'altro che un cammino verso la scoperta e il riappropriarci di ciò che potenzialmente era già presente alla nascita ma che, nel percorso d’educazione e d’integrazione con il collettivo, abbiamo dovuto trasformare e spesso ignorare.

Il viaggio non è nient'altro che la nostra individuazione termine coniato da Jung per indicare il processo che porta all'integrazione di tutti gli aspetti della personalità che prima tendevano a muoversi in modo incoerente e caotico, sotto la grande regia dell'IO.

Ovviamente in tutto questo non vi è nulla d’esoterico, nulla di nascosto e nulla di magico. Il tema natale è una lettura a cui tutti possono giungere imparando a conoscere il linguaggio simbolico e imparando a decodificare i vari ingredienti che sono in esso contenuti sotto forma di simboli.


da http://www.eridanoschool.it/

martedì 15 aprile 2008

I TRANSITI DI PLUTONE E L'OMBRA

di Chiara Inesia Sampaolesi

Plutone nella mitologia latina, (Ade per i greci) era padrone del regno dei morti, era il Dio degli Inferi.
Era lo sposo di Prosperina e aiutò i sue due fratelli Zeus e Nettuno a togliere l’autorità a loro padre, Saturno.
Quando si divisero il mondo, Zeus scelse come suo regno il cielo, Nettuno diventò Dio del mare e Plutone ebbe il mondo sotterraneo.
Plutone governava sulle ombre dei morti, era temibile per la sua natura fiera e inflessibile ma era anche ritenuto dispensatore dei beni nascosti nella terra.
Secondo la mitologia il regno degli Inferi era distinto in due luoghi separati: l'Elisio, luogo della ricompensa ultraterrena dei buoni e il Tartaro, dove venivano puniti i malvagi.
Solo più tardi nella concezione cristiana l’inferno viene visto come il luogo dove sono rilegati i peccatori e i ribelli a Dio, per subire i castighi dovuti alle loro colpe, visione che contribuisce tuttora, dal mio punto di vista, ad alimentare molta confusione e sofferenza sul concetto di bene e di male.

Da queste poche righe possiamo già comprendere tutto il profondissimo e meraviglioso senso di Plutone e di ciò che ci chiama a fare quando tocca i nostri pianeti, in particolare i nostri luminari, il Sole e la Luna.

Plutone governa le ombre, le ombre dei morti, i morti sono coloro che sono inconsapevoli e che non conoscono appunto le loro ombre, che non sono nient’altro che i propri lati più negativi, più bassi, definiti tali semplicemente perché in ombra, cioè non illuminati, non visti, non conosciuti, inconsapevoli e non “addomesticati”.
Il genere umano ha un storia ricca di guerre, di odi, di soprusi, di violenze che noi portiamo nella nostra memoria cellulare e ancor più energetica, cioè dell’anima, e non possiamo certo pensare che ciò che è stato il passato dei nostri avi, non sia ancora presente in noi.

Ma anche senza richiamare il passato prima di noi, ci basta pensare che infondo tutti noi, chi più chi meno ha delle tendenze aggressive, ha odio e rabbia represse, conseguenze di suprusi ed abusi subiti, perchè non siamo stati in grado di fare riconoscere il nostro valore, la nostra personalità, di affermarci nel mondo come avremmo voluto.
Plutone quando tocca la nostra Luna ci fa vedere tutte queste emozioni, ci fa toccare con mano ciò che mai avremmo creduto di noi, o per lo meno che la maggior parte di noi avrebbe mai creduto, perché abituati ad “essere buoni e bravi” avevamo pensato di cancellare e dimenticarci di certe emozioni così “basse”.
Non esiste l’alto senza il basso, non esiste il giorno senza la notte, così non esiste il bene senza il male.

Ma noi, essere coscienti e consapevoli, quando veniamo a conoscenza del male possiamo scegliere.
Il peccato originale ci ha dato la possibilità di conoscere il bene e il male, di questo dovremmo essere grati ad Adamo e ad Eva, ma Eva ha "peccato" perchè sapeva che il frutto era proibito e che non doveva mangiarlo, ma non ha resistito alla tentazione del serpente, rappresentate delle nostre pulsioni più basse e ha ceduto al "male", cioè l'istinto non consapevole.

La parola peccato infondo deriva dal latino peccus che vuol dire difettoso nel piede, il difetto nel piede conduce all’errore nel movimento deambulatorio, cioè ad un errore nel viaggio della vita, cioè ad una scelta verso una direzione errata.

Plutone ci chiede di riconoscere i nostri istinti, i nostri impulsi non domati, non addomesticati, per vederli, valutarli, accettarli e guidati poi dal buon senso e dalla ragione poterli trascendere e superare.
C’è una storia dei nativi americani molto saggia chiamata Due Lupi che dice:

Il nonno sta raccontando al nipote:
“Mi sento come se avessi due lupi che stanno lottando dentro di me. Il primo è pieno di rabbia, invidia e rancore, si sente cattivo e quando può, fa del male agli altri; il secondo invece è in armonia, felice e riesce ad amare e a fare del bene.“
Il nipote chiede: “Nonno, quale dei due vincerà?”
Il nonno gli risponde: “Quello che alimento.”

Ma solo quando avremo riconosciuto che in noi c’è anche “il lupo cattivo” potremo decidere e scegliere di alimentare quello buono.
Se nella vita non facciamo questo, soprattutto in occasione dei transiti di Plutone, in cui c’è questa accentuata attenzione a questi aspetti, rischiamo di vederli agiti dagli altri a noi vicini e magari possiamo attirarci violenze o cattiverie, proprio perché ciò che ci ostiniamo a non riconoscere in noi stessi ci deve venire agito dall’altro affinché noi possiamo vederlo e magari renderci conto che forse qualche aspetto negativo c’è anche in noi.

Ciò a cui ci spinge Plutone con la caduta nel mondo degli Inferi è solo a "conoscersi a fondo" per acquisire i doni e gli strumenti per sapere come gestire e convogliare al meglio le proprie energie riscoperte.
Ciò che identifichiamo troppo spesso come cattiveria, debolezza, ecc. non è nient’altro che un’energia rozza non ancora addomesticata, è solo una nostra potenza enorme che solo chiede di essere trasformata e usata in maniera saggia e utile per sè e per gli altri.

Un coltello ha mille funzioni utili e importantissime. Può essere un bisturi che apre il corpo di una persona ferita per estrarre la pallottola che sta mettendo in serio pericolo la sua vita, ma certo può anche essere uno strumento usato per fare del male agli altri e anche a se stessi.

Plutone ci fa andare negli Inferi ma ci fa uscire da questo luogo profondo di noi con dei tesori in mano, con delle grandissime risorse che prima non conoscevamo e che scappavano alla gestione del nostro buon senso …non a caso i Buddisti sostengono che la principale causa di sofferenza è l’ignoranza.
Tutto ciò che non si conosce fa paura, tutto ciò che viene illuminato può essere trasformato ed utilizzato al meglio, chi non fa questo sicuramente soffrirà molto.

Se Saturno ci fa lavorare sulle dinamiche di dipendenza emotiva e ci spinge all’autonomia togliendo ciò che non ha più ragione di essere, Plutone ci fa scavare a fondo in noi stessi per andare a trovare i nostri tesori, i nostri tesori più nascosti e preziosi.

Il mito di Plutone e del segno astrologico a cui è collegato, che è lo scorpione, è ben rappresentato dal mito sumero di Ereshkigal "Dea degli Inferi" e della sorella Inanna "Dea dei Cieli", che vi riporto come eccellentemente spiegato da Lidia Fassio, astrologa psicoterapeuta (da http://www.eridanoschool.it/):

- “Inanna decide di scendere negli Inferi a trovare la sorella Ereshkigal nel giorno in cui questa sta seppellendo il marito, quindi è piena di rabbia, di dolore, di rancore e di odio per la perdita subita. Inanna è assolutamente inconsapevole di cosa l’attenderà laggiù, anzi lei si aspetta gratitudine ed onore per il suo gesto. Ereshkigal invece la fa spogliare completamente, la umilia e quindi la appende letteralmente ad un gancio piantato nella parete e la lascia lì, affinché muoia lentamente per dissanguamento.

In questa lunga agonia Inanna è obbligata a vedere tutto ciò che accade nel mondo degli Inferi, a prendere coscienza ed a capire la desolazione e la morte che regnano laggiù.
Inanna viene poi salvata dalla sua governante, che non vedendola ritornare dopo tre giorni chiede aiuto ad una Dea del mare, la quale invia nel regno degli Inferi delle creature orrende e luttuose che sono disposte a scendere e ad affrontare Ereshkigal. Questi esseri si prestano ad intraprendere il viaggio carichi di doni da consegnare alla regina degli Inferi che, venendo accettata ed onorata, decide di ricompensarli concedendo la grazia ad Inanna.

Questo mito termina con due momenti salienti:
1) quando le due sorelle si salutano, Ereshkigal si accorge di essere incinta, a conferma del fatto che ogni lutto racchiude in sé i semi di una nuova vita;
2)infine Ereshkigal dice ad Inanna di fermarsi durante il ritorno a raccogliere ciò che lei ha messo vicino alle 7 porte che delimitano il suo regno, poiché questo sarà il suo personale regalo da portare nel regno dei Cieli.

Ad ogni porta Inanna trova una pietra, ma quando sarà risalita alla luce del Sole si accorgerà che si tratta invece di 7 gioielli purissimi.

In questo mito c’è tutto il simbolismo dello Scorpione diviso in sei fasi:

1) La discesa agli Inferi, un percorso obbligato per uno Scorpione affinché possa comprendere quali sono le dinamiche inconsce che determinano i suoi comportamenti e le sue reazioni.

2) Vedere cosa c’è laggiù simboleggia il percorso di dolore e di morte necessario per poter cauterizzare le ferite rimaste aperte, ancora purulenti e sanguinanti.

3) Il simbolo della nudità, che psicologicamente rappresenta la necessità di rinunciare a tutte le difese quando si intraprende il viaggio della conoscenza di sé.

4) Il perdono e la grazia che Ereshkigal concede dopo essere stata onorata, che simboleggia come per guarire dalle qualità negative occorra prima riconoscerle, onorarle e perdonarle in quanto ci appartengono anch’esse.

5) La gravidanza, che simboleggia i semi che si piantano durante questo percorso e che daranno i loro frutti.

6) I gioielli regalati ad Inanna stanno ad indicare che i tesori di ognuno di noi sono seppelliti sotto montagne di scorie, di dolori e di rancori, che occorre prima vedere e ripulire.

Questo è uno dei miti più belli in assoluto ed è legato al segno che più mostra contraddizioni, poiché possiede le qualità più infime ma anche le più nobili.” (Lidia Fassio) -

I sei punti sono esattamente tutto ciò a cui Plutone, transitando in aspetto ai nostri pianeti, ci chiede di fare. Ovviamente ciò sarà molto più necessario ed evidente per coloro che hanno Sole o Luna nel segno dello scorpione oppure che hanno Plutone dominante nel tema natale, ovvero che fa molti aspetti con gli altri pianeti.

Per concludere, un'altra cosa molto importante da ricordare è che Plutone ci dà anche la possibilità di superare l’attaccamento, il possesso; infatti Plutone ci dà la possibilità di lasciare andare, di non volere trattenere tutto per noi e inoltre quando transita in aspetto con il sole, testa il nostro potere, come noi lo abbiamo usato. Indubbiamente se abbiamo abusato del nostro potere sugli altri ci farà vedere i nostri lati neri, se invece non siamo mai riusciti ad esercitare il nostro potere allora può essere una forza grandiosa per potere usare in giusta misura e con saggezza il nostro potere, senza più delegarlo agli altri.

lunedì 14 aprile 2008

STORIA DELL'ASTROLOGIA

di Lidia Fassio

La filosofia Umanistica

Da dove origina il “pensiero umanistico”


Tutto ciò che oggi noi individuiamo come valori e convinzioni e ciò che noi siamo ovviamente non arriva dal nulla e non si è creato nel nulla, ma trova fondamento nei miti e nelle idee originarie che hanno modellato giorno dopo giorno il pensiero occidentale conducendoci per mano attraverso i secoli fino a sviluppare la moderna filosofia umanistica.

Uno dei cardini della filosofia umanistica sta nel concetto che l’universo è un TUTTO e, pertanto, non è diviso e separato come la scienza ci ha lasciato intendere per tanto tempo ma è una sorta di “grande pensiero” in cui tutto è in relazione per cui, le informazioni e gli scambi sono la base il “legame, il collante” che tiene insieme questo tutto.
Partendo da questo presupposto va da sé che ogni singolo problema anche se riguarda una singola parte ricade inevitabilmente sulla globalità del sistema e, proprio per questo, c’è bisogno che tutti indistintamente facciano la loro parte ed acquisiscano una reale coscienza in modo da poter trovare un equilibrio che origini da una consapevolezza di una unità interiore, unico presupposto per giungere alla costruzione di uno stato di unità anche all’esterno.
Le crisi, i conflitti, le logiche separatiste e materialistiche sono la causa della grande frammentazione a cui siamo giunti: l’uomo è attanagliato da un senso di malessere generale e sente che si allontana sempre più da sé stesso e, questa perdita di “centralità ” si ribalta e si spalma sull’intera umanità dove regnano le stesse divisioni che operano all’interno della psiche individuale.

La visione unitaria diventa pertanto l’unica strada possibile quella che da sempre tutte le religioni hanno predicato e da cui l’uomo moderno si è fortemente dissociato.
Oggi sappiamo bene che non vi è divisione tra spirito e materia, non vi è separazione tra il Cielo e la Terra così come non c’è dentro l’uomo e tra gli uomini; questa visione sembra essere l’unica vera chiave di interpretazione per portare avanti un reale processo evolutivo che possa coinvolgere l’intero pianeta e possa portare allo sviluppo di modalità di relazione vere basate su logiche di unione anziché di contrapposizione.

La filosofia umanistica si pone dunque come una via di “conoscenza” “unitaria”; qualcosa che può finalmente mettere insieme tradizioni antiche e moderne perché parte dall’accettazione di alcuni parametri comuni che, finalmente oggi sono stati accettati anche da una parte della scienza, quella della fisica quantistica.
La conoscenza unitaria trae fondamento dalle discipline spirituali che solo per un breve periodo, sono sembrate soppiantate dalla logica meccanicista basata sulla frammentazione , ma che oggi, come era logico, stanno riprendendo vigore proprio grazie alla ricerca che l’uomo sta facendo per uscire dal senso di spersonalizzazione che avverte per perduto contatto con il centro esterno, e, di conseguenza, con se stesso.

Dalla filosofia umanistica ha preso corpo e vita la psicologia umanistica; Abraham Maslow si era reso conto che tutta la branca sperimentale della psicologia non rendeva giustizia all’uomo che, a suo modo di vedere, è mosso da motivazioni profonde che tendono all’autorealizzazione del suo potenziale interno. Questa branca della psicologia parte dal presupposto che sia difficile inserire l’uomo e lo studio della personalità dentro a formule rigide poiché esso ha un’anima, una totalità ed è quindi un’unità conoscitiva soggetta a continue trasformazioni che vanno costantemente verso una interezza che, tuttavia, non è mai definitiva.
Per questo bisogna accostarsi allo studio e alla comprensione dell’uomo con estrema umiltà.

Dal pensiero umanistico all’astrologia umanistica

L’astrologia umanistica prendespunto, anzi affonda le sue radici in questo tipo di filosofia psicologica e pertanto volge il suo sguardo preferenzialmente a quelle persone che sono interessate all’aspetto di conoscenza personale che vedono in questo strumento una possibilità di crescita e di sviluppo, ponendosi in una situazione di protagonisti attivi della loro vita mossi soltanto dal bisogno di diventare “individui” comprendendo i modelli energetici sottostanti che ispirano e promuovono il “divenire costante” e che sono ben evidenziati nel tema natale personale.

Vista in questa luce l’astrologia umanistica si affianca alle varie discipline di autoconoscenza e perde completamente il contatto con la mantica di un tempo; non si interessa infatti del destino di una persona ma del progetto individuale che prende forma a partire dall’infanzia per dis-velarsi pian piano al soggetto che può così porsi come artefice della propria vita accedendo alla dimensione della scelta cosciente in grado di avvalersi di libero arbitrio.
L’astrologia umanistica perde così il ruolo che nell’immaginario collettivo la voleva legata alla divinazione ma la restituisce a pieno titolo al suo antico e sacro ruolo di “scienza iniziatica ed esoterica” che la voleva molto più semplicemente ma anche più nobilmente, strumento che si avvale del simbolismo e dell’analogia per comprendere il legame tra il macrocosmo e il
microcosmo.
La visione umanistica restituisce dignità a questa materia che negli ultimi duecento anni sembra essere stata svuotata dei suoi contenuti più elevati e lo fa riprendendo quel lato che ha un approccio con l’Assoluto perché si pone al di là delle categorie ordinatrici della nostra mente interpretando con la funzione analogico simbolica quei simboli che ci danno la possibilità di cogliere una realtà che trascende la dimensione ordinaria dell’esistenza.
L’astrologia umanistica ci parla di un “progetto racchiuso” che si organizzerà in maniera tale da potersi rivelare e dischiudere nell’ambito della vita di una persona.

Il tema natale diviene uno strumento straordinario nelle mani di una persona che sa interpretare bene i simboli poiché, anziché dirci “cosa” siamo, ci dice quali potenziali abbiamo per dirigere le nostre energie e come possono essere utilizzati al meglio per portare a termine il nostro progetto evolutivo in maniera cosciente.
L’astrologia offre ai suoi interpreti un quadro estremamente preciso ed esauriente di come si sono organizzate all’interno della persona le varie potenzialità e funzioni ; mette in risalto i blocchi e le difficoltà con cui il soggetto si confronterà per via dei conflitti e delle cristallizzazioni ma, indica anche con estrema forza le strade da intraprendere per giungere alla loro soluzione, proprio utilizzando le energie presenti. L’astrologia rivela altresì le caratteristiche di base, i modelli che hanno dato vita e forma a determinate caratteristiche e mette in evidenza facoltà e talenti da sviluppare per portare il soggetto all’autorealizzazione.

Solo avvicinandosi a questa materia si può comprendere perché sia la disciplina più antica dell’uomo; una forma di psicologia già esistente, conosciuta e studiata nell’antichità presso quelle civiltà che avevano un contatto molto più profondo con il Mistero e con l’Assoluto e si comprende perché, nonostante i tanti detrattori e nonostante l’imperante filosofia meccanicistica, continui a suscitare un enorme fascino sulle persone, fascino che nasce dalla sua enorme efficacia nell’indagare l’anima dell’uomo che in essa si riconosce e percepisce i suoi potenziali.

I Pionieri dell'Astrologia umanistica

Possiamo considerare grande fondatore dell’Astrologia umanistica Dane Rudhyar che fin dagli anni 30 ha scritto di astrologia collegandola con psicologia del profondo.
Dane Rudhyar è stato anche il primo a pensare alla “Astrologia centrata sulla persona” nel senso reale della filosofia umanistica ovvero come disciplina volta a promuovere lo sviluppo, l’ elevazione e la realizzazione delle potenzialità insite in ogni essere umano.
In pratica, per Rudhyar … “ l’Astrologia umanistica è quella che assiste gli individui nella soluzione dei loro problemi personali ed interpersonali e specialmente nella realizzazione più piena delle loro potenzialità natali”.
Il suo primo lavoro risale, infatti, agli anni 34-35 e resta una pietra miliare nel panorama dei testi che ogni astrologo deve aver letto e studiare approfonditamente; si intitola L’astrologia della personalità.

Sulla scia di Dane Rudhyar troviamo Stephen Arroyo altro astrologo eclettico che si è impegnato nel portare avanti la scuola “umanistica”. A lui dobbiamo scritti memorabili quali “Astrologia, karma e trasformazione” scritto negli anni settanta in cui egli afferma che “l’astrologia funziona con livelli di coscienza e dimensioni di esperienza che vanno ben oltre la capacità di comprensione della mente logica condizionata dalla terra” ; in questo testo egli sostiene che per comprendere l’astrologia bisogna sviluppare la mente intuitiva, quella che lui definisce “occhio dell’anima” .

Un altro allievo di Dane Rudhyar è Alexander Ruperti che, oltre a continuare la scuola umanistica, è stato anche il primo a collegare in maniera inequivocabile le nuove scoperte della fisica quantistica e di Einstein sull’universo in relazione e sulla dimensione “temporale”. I suoi studi sono basati sulla “ciclicità” legata ai ritmi planetari. Il suo libro più famoso “ I cicli del divenire”.

Tra i grandi che hanno contribuito a sviluppare e divulgare l’astrologia umanistica non possiamo non ricordare Donna Cunningham personaggio molto particolare nel panorama astrologico che ha portato avanti un particolare tipo di astrologia umanistica che possiamo chiamare “di guarigione”, nel senso difficoltà delle persone semplicemente usando come base per la comprensione e la guarigione il tema natale personale. Tra i suoi testi più importanti ricordiamo qui: “ Astrology and Spiritual Development” . In Italia pressoché sconosciuta in quanto nessun suo testo è mai stato tradotto.

L’Astrologia umanistica continua il suo percorso evolutivo e raggiunge vette altissime con la fondazione della F.A.S. - la Facoltà di Studi Astrologi di Londra nel 1948 da John M. Addey in anni in cui in Italia l’astrologia vedeva forse i suoi momenti più bui.
La FAS ha laureato più di 10.000 studenti di tutto il mondo: tra i nomi più prestigiosi elenchiamo:
Liz Greene astrologa e psicologa Junghiana, fondatrice della C.P.A. ovvero Centre for Psychological Astrology un vero e proprio percorso di studi astrologici con percorso psicologico personale. Ovviamente Liz Greene è conosciutissima anche da noi, oltre che nel mondo intero : recentemente conduce anche un Master Class di Astrologia nella celebre Università di Bath.
Da noi tutto ciò sembra fantascienza, eppure la questa materia così bistrattata da noi, è invece Facoltà Universitaria nella democraticissima Inghilterra. Tra i suoi fondamentali contributi ricordiamo i testi dei seminari tenuti con Howard Sasportas , tra cui “ The Luminars – The Inner Planets “, ricordiamo i suoi testi “Saturno”, “Astrologia e Destino”, “Astrologia e amore”, e molti altri.
Howard Sasportas è morto da alcuni anni. Ricordiamo di lui, i grandi seminari tenuti con Liz Greene e il celebre libro sui transiti – unico tradotto in Italia – intitolato “ Gli Dei del cambiamento”.
Melanie Reinhart , insegnante presso la C.P.A. anch’essa conosciuta da noi dopo la traduzione del suo libro intitolato “Saturno, Chirone e i Centauri”.
Robert Hand, anch’esso conosciutissimo per i suoi testi : “ I transiti” e “L’Astrologia della coppia”.

da www.eridanoschool.it

venerdì 28 marzo 2008

AMORE DI SE' AMORE DELL'ALTRO (VENERE)

Di Lidia Fassio

Venere incarna due significati importanti:
• Quello di amore
• Quello di relazione

Quando noi sperimentiamo la potente energia che chiamiamo amore abbiamo la capacità di uscire da questo guscio e riusciamo finalmente ad abbandonare la nostra corazza, i nostri egoismi, le nostre paure.
Quando siamo innamorati riusciamo a sentire che non siamo più piccoli e limitati, abbiamo una potenzialità che prima non avevamo, anche energeticamente ci troviamo con un sovraccarico, non siamo mai stanchi.

L’amore oltre ad essere una carica energetica è anche un principio di attrazione, perché quando lo sperimentiamo siamo attratti da qualcosa.
L’amore può esistere anche se non c’è relazione: questo significa che l’amore mette sempre in atto un tipo di scambio, ma non è detto che sia necessariamente con un’altra persona.
Platone diceva che inizialmente eravamo ermafroditi, esseri uniti, ma eravamo così presuntuosi e incapaci di condividere che Zeus si arrabbiò e ci divise a metà; così facendo, abbiamo incominciato a cercare disperatamente l’altra metà, perché ci siamo sentiti monchi, limitati, vuoti.

Nei miti il significato di amore è molto diverso da come lo intendiamo noi oggi, bisogna arriva fino al ‘600 o al ‘700 per avere la sensazione di poter trovare qualcosa di simile a quello che pensiamo noi dell’amore, nell’antichità l’amore era visto più che altro come qualcosa di travolgente. Nei miti greci l’amore era visto come qualcosa che rapisce la ragione e allontana dall’equilibrio precedente.
Dal punto di vista psicologico possiamo fare alcuni ragionamenti. L’amore è una forza travolgente, quindi deve avere delle capacità che non si possono esaurirsi nell’incontro con l’altro, per cui prima di essere qualcosa che riguarda gli altri deve essere qualcosa che riguarda noi stessi; è, infatti, la più gran possibilità che la vita ci ha messo di fronte per vedere quello che noi siamo, per aprire e scoprire delle parti di noi.

Ciò significa che attraverso l’amore viviamo le più grandi proiezioni, buona parte delle nostre proiezioni sono vissute attraverso le relazioni, in particolare attraverso la relazione amorosa, che catalizza tutta una serie di tematiche interne.
L’amore però è fondamentalmente un qualcosa di nostro: se pensate a quei transiti che più di altri possono spingere o farvi sperimentare qualcosa che riguarda l’innamoramento (parlo dei transiti di Giove, molto veloce, e di Nettuno e Urano), tutti con modalità diverse ci spingono, quando toccano la nostra Venere, a conoscere delle parti nuove di noi.

Quindi proprio attraverso il riflesso che l’altro ci porterà di noi (ogni persona ci porta un riflesso diverso di noi ) possiamo arrivare a conoscerci molto di più. Nello stesso tempo, però, tutto quello che noi sperimentiamo a livello di emozioni durante un transito o durante un innamoramento è qualcosa che ci fa capire che abbiamo infinite possibilità, che regolarmente non sfruttiamo.
Quando siamo invasi da questo tipo di energia, l’amore, è come se avessimo tutti i pori aperti, come se la pelle e tutto il nostro corpo fossero in una fase di assimilazione, come se noi riuscissimo ad aprirci a tutto quello che c’è di nuovo.

Pensate all’innamoramento che avviene con Giove, che rappresenta un grandissimo bisogno di crescere: voi avete la sensazione che proprio attraverso quella persona voi state crescendo, voi state conoscendo delle cose incredibili di voi, quindi la proiezione che voi fate è nell’attribuire tutte queste qualità a quella persona, che voi vedete come una persona ricca, generosa, ricca di potenziali che porta a voi; in realtà il transito non vuole dirvi questo, ma che attraverso questa persona voi state proiettando i vostri potenziali, state proiettando il vostro bisogno di crescere, di aprirvi, di essere più disponibili, di avventurarvi nel mondo senza tutte le paure che avete.

Sostanzialmente l’amore sembra arrivare da fuori, invece è un’energia che parte da dentro e porta verso il fuori. Interessante è vedere la descrizione dell’amore in letteratura, nella tragedia greca (per esempio Sofocle) spesso è visto come destabilizzante, destrutturante all’interno, per cui si può perdere la pace, il sonno, la ragione, tutti i punti di riferimento, in effetti, i punti di riferimento devono cambiare.

Se pensiamo all’amore dal punto di vista astrologico pensiamo a qualcosa che coinvolge la casa VII, dato che Venere ha il domicilio primario in bilancia, però in VII inizia anche un altro tipo di equilibrio rispetto a quello avuto fino alla casa VI: bisogna necessariamente aprire dalla VI alla XII casa.
Mentre nelle case sotto l’orizzonte si siamo divisi dal Tutto, in quelle sopra bisogna riunire, per cui VENERE è il più grande principio di unione - e non di fusione - che ci porta a rincontrare l’altro, ma anche e soprattutto le altre parti di noi.

E’ vero che l’amore passa attraverso un grandissimo sconvolgimento, una disintegrazione del tipo di equilibrio che c’era prima, anche da un punto di vista psicosomatico l’amore è uno stress grandissimo, fantastico dal punto di vista psichico ma stressante da quello fisico, viene visto alla stregua di qualcosa di fortemente destabilizzante: in definitiva l’amore è una gran crisi che rompe l’equilibrio esistente instaurando un nuovo equilibrio.
Filosoficamente l’amore è stato visto come qualcosa di destrutturante e di difficile, come qualcosa che allontana l’individuo da quello che era il suo mondo conosciuto e lo avventura dentro qualcosa di sconosciuto.

giovedì 27 marzo 2008

DA DOVE ARRIVA L'AMORE?

di Lidia Fassio

Sostanzialmente l’amore sembra arrivare da fuori mentre, invece, è un’energia che parte da dentro, porta verso il fuori per poi ritornare ad unire dentro.
Interessante è vedere la descrizione dell’amore nella tragedia greca: Sofocle lo vede come “destabilizzante, destrutturante all’interno; per l’amore si può perdere la pace, il sonno, la ragione e tutti i punti di riferimento”; in effetti l’amore ha i compito di cambiare totalmente i nostri punti di riferimento.

Se pensiamo all’amore dal punto di vista astrologico pensiamo a qualcosa che coinvolge la casa VII, la Venere e la Bilancia; tutti questi simboli indicano che, da questa fase in poi, la nostra vita deve operare un profondo cambiamento: se nelle prime sei case noi abbiamo appreso ed introiettato ciò che l’ambiente ci ha dato, da questo preciso punto in poi, incontrando l’altro, gli altri e l’altro interno… cominciamo ad utilizzare i nostri mezzi e la nostra capacità di valutazione... e, proprio questo ci consentirà di aprirci ad una visione delle cose completamente diversa da prima; da questa casa inizia anche un riequilibrio delle nostre energie, ovviamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto fino alla casa VIa: bisogna necessariamente iniziare un altro viaggio che ci conduca fino alla casa XIIa.

Mentre nelle case sotto l’orizzonte ci siamo divisi dal Tutto, in quelle sopra dovremo riunirci, per cui sperimentiamo VENERE che è il più grande principio di unione - e non di fusione - che ci porta a reincontrare l’altro, ma anche e soprattutto ad incontrare le altre parti di noi (quelle che non abbiamo potuto prendere in considerazione nel primo tratto del nostro percorso).

E’ vero che l’amore ci fa passare attraverso un grandissimo sconvolgimento, una disintegrazione del tipo di equilibrio che c’era prima, anche da un punto di vista psicosomatico l’amore è uno stress, fantastico dal punto di vista psichico ma altrettanto disorganizzante e, pertanto, visto alla stregua di qualcosa che obbliga a rimetterci in gioco: in definitiva l’amore è una grande crisi che rompe l’equilibrio esistente instaurandone uno nuovo.

Anche in filosofia l’amore è stato visto come qualcosa di destrutturante che ha lo scopo di allontanare l’individuo da quello che è il suo mondo conosciuto per catapultarlo dentro a qualcosa di sconosciuto.
La forza principale che viene agita attraverso l’amore si estrinseca nella conquista e nella seduzione: sedurre significa condurre altrove, potare da un’altra parte rispetto a quella che la persona aveva in mente.
Quando noi siamo sedotti dall’amore - non già da un’altra persona - questa forza travolgente tende a portarci da un’altra parte, distogliendoci da ciò che eravamo prima e dall’equilibrio che avevamo instaurato; lo scopo è ovvio: portarci a conoscere qualcos’ altro, qualcosa di nuovo che, una volta scoperto, porterà ad una nuova forma di equilibrio.

L’amore produce quasi uno sgretolamento del Super Io, abbatte molte le difese, perché quando siamo innamorati saltano gli schemi ripetitivi: siamo disposti a farci influenzare molto di più da quello che avviene all’esterno, partecipiamo di più, sentiamo di più, siamo anche più armonici con il fuori, riusciamo a vivere tutto in modo più soft, mentre quando non siamo innamorati siamo più spigolosi e più chiusi, in quanto meno disponibili.

Quindi, il mondo di quando siamo innamorati e il mondo di quando siamo allo stato normale cambiano sostanzialmente: questo significa che abbiamo un potenziale dentro di noi che non ci arriva dall’esterno, ma che si attiva e viene allo scoperto quando le emozioni causate dall’innamoramento lo sollecitano fino a farlo esplodere.
Perché non siamo capaci di sperimentare sempre questa forza e non solo quando siamo innamorati, quando entriamo in contatto con qualche persona?
Può essere che l’amore sia uno dei tanti trucchi della natura per farci capire che se noi volessimo potremmo essere mille volte di più, potremmo essere più creativi, più fantasiosi, più aperti; in definitiva l’amore ci ricorda che abbiamo tante possibilità che non sfruttiamo, ci fa vedere che abbiamo una carica potente a livello energetico che lasciamo inutilizzata per sprigionarla solo in determinate occasioni.

L’amore però può esprimersi anche nei suoi lati inferi, estraendo dalle persone le loro parti ombra: due autori che hanno sottolineato la negatività dell’amore (intesa come energia capace di destrutturare la ragione) sono Euripide e Shakespeare; quest’ultimo in particolare è riuscito a mettere in luce lo strano rapporto che esiste tra l’amore e il potere, tra l’amore e il tradimento. Shakespeare ci dice che l’amore è in grado anche di portar fuori le nostre più grandi ambivalenze. Anche le parole che usa sottolineano questo: “miele soffocante”, “zucchero salvifico”.

In effetti è impressionante a volte vedere come le coppie dopo essersi “tanto amate” riescano poi a “farsi tanto male”; l’amore dunque ci ricorda che non esiste niente di così sofisticato, niente riesce ad andare così in profondità con tanta cattiveria ed aggressività fino ad arrivare alla violenza e all’ odio.
Amore ed odio sono vicini di casa e il primo può trasformarsi facilmente nell’altro, certo, questo indica che spesso, si contrabbanda per amore qualcosa che nulla hanno a che fare con esso.

Forse l’amore ci ricorda che abbiamo bisogno di lasciarci travolgere per avere il coraggio di vedere che cosa siamo e chi siamo: inizialmente sembra che tutto sia legato a sentimenti estremamente positivi, poi pian piano sviluppa tutta una serie di cose non positive.

L’amore quindi, nasce in casa VIIa , per essere considerato tale deve passare il grande vaglio della casa VIIIa, dove, il grande signore degli Inferi ci porta in un territorio particolare in cui spesso dobbiamo renderci conto che quello che pensiamo e cataloghiamo come “amore”, spesso ha una natura diversa.
Mi piace molto la definizione dell’amore di uno psicanalista belga, Pierre Daco che dice che forse di amore noi non capiamo niente, ma poiché molto probabilmente nel nostro sistema c’è una fonte centrale che, emette amore, sotto forma di grande energia di attrazione che tiene insieme tutto, allora noi captiamo qualcosa di questa energia, anche se – dice Daco – con i nostri apparecchietti, facciamo quello che possiamo.

La parola attrazione serve per simboleggiare due cose diverse: quella del sistema solare, in cui i corpi celesti stanno insieme perché c’è un’energia che li lega; nell’amore... sperimentiamo questa forza che tende ad attrarre qualcun altro a noi, a tenere con noi, infine, usiamo la parola attrazione quando siamo innamorati, e sentiamo una potente attrazione fisica, psichica, emotiva ed intellettiva.
La capacità vera di amare presuppone la possibilità di essere stati amati e, se non lo siamo stati, diventa difficile vivere l’amore, o almeno diventa difficile viverlo come donazione di sé per cui, sperimentiamo tutta una serie di sentimenti ed emozioni che possono sembrare vagamente amore, ma che, più che amore, appartengono alla sfera dei bisogni.

L’amore appare dopo che abbiamo esaurito i bisogni fondamentali... quello di attaccamento e quello di riconoscimento: prima non si parla di amore.

Noi sperimentiamo l’amore come qualcosa che ci cade addosso all’improvviso o come se noi cadessimo dentro a qualcosa (in inglese: to fall in love).
Di fatto questa sensazione attiene più all’innamoramento che, nasce improvvisamente, e spesso dà la sensazione di essere o rapiti o caduti dentro a qualcosa di meraviglioso, senza alcuna preparazione.
Ci sono persone che si innamorano di altre che conoscono da tanto tempo e che si domandano: “che cosa può essere successo da un giorno all’altro? Cosa ha fatto sì che quella che prima ci sembrava una persona normale, quasi insignificante all’improvviso si trasformi in un Dio, fantastico e unico? Che cosa è scattato?"
Ovviamente, non esiste una risposta certa a queste domande, ma possiamo però dire che l’amore è qualcosa che trasforma la nostra visione e che ci aiuta a vedere le cose e le persone.. diversamente.
Certo, ciò che però è fantastico... è che anche noi “ci vediamo diversamente”, perché l’amore ha soprattutto la forza di cambiarci dentro...

lunedì 3 marzo 2008

ASTROLOGIA E PSICOLOGIA

Un interessantissimo articolo di Lidia Fassio, direttamente dal suo sito.
Cliccate sul titolo e sarete rimandati direttamente là.

venerdì 22 febbraio 2008

JUNG E L'ASTROLOGIA, DALL'EPISOTOLARIO di Lioba Kirfel Barillà

La posizione di Jung nei confronti dell'astrologia, come risulta dalle sue lettere.

Il lettore italiano trova un riassunto delle lettere di Jung, nelle quali viene trattato l'argomento "astrologia" nel libro di Aldo Carotenuto "Jung e la cultura italiana" (1) che esaminò l'epistolario dal 1911 al 1958, basandosi sull'edizione inglese, pubblicata dalla Princeton University Press. Carotenuto dà ai lettori un giudizio complessivo sulla posizione di Jung nei confronti dell'astrologia, citando alcune frasi direttamente dalle lettere, limitandosi però ad un commento.
Il suo studio comincia così : "Nell'epistolario ci sono ben 23 lettere, dal 1911 al 1958, che hanno come argomento l'astrologia, ed in nessuna di esse, come è stato tentato di far credere, Jung manifesta la sua adesione all'astrologia." (2) L'esposizione finisce con la seguente conclusione : " ... ci sembra chiaro che Jung abbia considerato l'astrologia come un argomento da studiare per le implicazioni psicologiche, così come si studiano le memorie dei mistici o dei grandi ispirati. Niente di più. Voler quindi confondere l'interesse di Jung per l'astrologia con una rivalutazione implicita di essa è pura idiozia, come lo sarebbe se un virologo fosse anche considerato un untore. Che qualche povero uomo o povera donna, consultando un astrologo, tragga un certo sollievo, non dice nulla a proposito della validità dell'astrologia. Chi si rivolge all'astrologia è probabilmente in grave crisi psicologica e come tale soggetto a qualsiasi pratica suggestiva." (3)
Carotenuto dimostra quindi non soltanto una forte avversione contro l'astrologia, ma ritiene anche che Jung è stato altrettanto critico e distante nei confronti dell'argomento, non volendo compromettere la sua fama di scienziato con una materia tanto poco scientifica come l'astrologia.
A mio avviso Carotenuto evidenzia una posizione piena di pregiudizi e poco differenziata in materia astrologica, oltre ad attribuire a Jung un giudizio poco convincente o perfino negativo. Leggendo le lettere junghiane non si può certo dire che l'astrologia è stata l'argomento principale delle sue ricerche psicologiche; tuttavia è un quesito che dal 1911 al 1960 torna regolarmente nell'epistolario, concludendosi con la pubblicazione del libro sulla sincronicità (1952) in cui l'astrologia viene trattata ampiamente, il che dimostra che l'argomento ha avuto un posto non insignificante nella ricerca junghiana.
Ho fatto la stessa analisi di Carotenuto, basandomi però sulle lettere originali, pubblicate da Walter Verlag, Olten. Segue la traduzione delle lettere di Jung sul tema "astrologia", citando le parti più significative ed esaurienti delle lettere.


Al Prof. Sigmund Freud 12 - VI - 1911

... Di sera sono molto impegnato con l'astrologia. Sto facendo dei calcoli oroscopici per rintracciarvi il grado di verità psicologica. Fino adesso ci sono alcune cose strane che a Lei sicuramente devono sembrar incredibili. Nel caso di una signora, il calcolo delle costellazioni dava un'immagine caratteriologica molto specifica con vari eventi precisi, ma che non appartenevano a lei, ma a sua madre; da lei tale caratteristica corrispondeva perfettamente. La signora soffre di un fortissimo complesso materno. Devo dire che nell'astrologia un giorno si potrà scoprire una grande parte della conoscenza di modi intuitivi che è finita nel cielo. Sembra per esempio che i segni zodiacali sono immagini caratteriali, cioè simboli della libido, che rappresentano le caratteristiche libidiche tipiche...


Al dott. L. Oswald 8 - XII - 1928

... Lei fa bene supporre che io considero l'astrologia come un movimento simile alla teosofia che cerca di accontentare la irrazionale bramosia di conoscenza, portandoci però su una strada errata. L'astrologia si trova davanti alle porte dell'università, vedi il caso di un professore di Tubinga che si è sviato per l'astrologia e che ha tenuto un corso di astrologia all'università di Cardiff l'anno scorso. L'astrologia non è semplicemente una superstizione ma contiene certi dati di fatto psicologici (come anche la teosofia) che non sono di poca importanza. L'astrologia in verità non ha niente a che fare con gli astri, ma è la psicologia millenaria (5000 anni) dell'antichità e del medioevo. Purtroppo in questa lettera non posso fornire prove o spiegazioni. ... Ma in tutti quei campi strani c'è qualcosa che vale la pena di conoscere e che oggigiorno il razionalismo velocemente ha messo da parte. Questo "qualcosa" è la psicologia proiettata. ...


Al dott. Baur 29 - I - 1934

argomento : i calcoli astronomici non corrispondono a quelli astrologici

... Il fatto che l'astrologia fornisce tuttavia dei risultati validi prova che non sono le supposte posizioni degli astri che hanno un influsso, ma i periodi che vengono misurati oppure determinati tramite posizioni celesti arbitrariamente denominate. Perciò, il tempo risulta come un flusso di eventi carico di qualità e non come una concezione astratta oppure una condizione di ricognizione come vorrebbe la nostra filosofia. La validità dei risultati dell'I Cing indica nella stessa direzione. Un'analisi accurata dell'inconscio mostra una particolare coincidenza con il tempo che è anche un motivo per cui gli antichi potevano proiettare la cronologia dei contenuti inconsci e percepirli interiormente nelle indicazioni temporali di tipo astronomico. Questo dato di fatto è la base per il collegamento di eventi psichici con una indicazione temporale. Non si tratta quindi di un collegamento indiretto, come Lei presume, ma di un collegamento diretto. ...


Prof. J. B. Rhine novembre 1945
Duke University

Considero la parapsicologia un ramo o una disciplina della psicologia generale, o più specificamente della psicologia dell'inconscio. La psicologia dell'inconscio può dire molto sul rapporto spirito-corpo. La parapsicologia è in grado di dare prova dell'esistenza dei fenomeni fisiologici che hanno un influsso sugli oggetti materiali, oppure fanno apparire corpi fisici in posti dove prima non c'erano e dove non c'era una simile materia. Così la parapsicologia può chiarire il problema sul modo in cui il vivente viene formato e permanentemente riformato dalla psiche inconscia.
Innanzitutto la parapsicologia ha dimostrato che la psiche possiede un aspetto di tempo e spazio relativi.
Posso spiegare la percezione extrasensoriale solamente con la ipotesi di lavoro della relatività di tempo e di spazio. ...
Nella misura in cui la relatività di tempo e di spazio include la relatività della causalità e la psiche fa parte della relatività tempo-spazio, anche la causalità è soggetta al principio di relatività; e in quanto è microfisica, possiede una indipendenza almeno relativa dalla causalità assoluta. ...
Dal punto di vista psicologico la percezione extrasensoriale è una manifestazione dell'inconscio collettivo. Questa specifica psiche si comporta come ci fosse una (psiche) e non come fosse divisa in tante anime individuali. È non-personale (la definisco una psiche oggettiva). È dappertutto e in tutti i tempi la stessa (se non fosse così, non esisterebbe la psicologia comparata).
Siccome la psiche oggettiva non è limitata ad una persona, non viene nemmeno limitata ad un corpo. Si manifesta quindi non soltanto negli uomini, ma nello stesso tempo negli animali e perfino negli oggetti fisici (vedi l'I Cing e gli oroscopi del carattere). Questi ultimi fenomeni li definisco come la sincronicità di eventi archetipici. ...


Al Prof. B. V. Raman (India) 6 - IX - 1947

... Nelle diagnosi psicologiche difficili faccio spesso fare un oroscopo per acquistare un altro, nuovo punto di vista. In molti casi i dati astrologici contenevano una spiegazione per certi fatti che altrimenti non avrei capito. Da tali esperienze dedussi che l'astrologia è di particolare interesse per lo psicologo. Si basa su un fatto dell'esperienza psichica che chiamiamo "proiezioni", cioè sono per così dire contenuti psichici che troviamo nelle costellazioni degli astri. Originariamente nacque così l'idea che questi contenuti venivano dagli astri, mentre sono semplicemente in un rapporto sincronistico ...


Dott.ssa Aniela Jaffé 8 - IX - 1951

... L'astrologia non è un metodo mantico, ma sembra di basarsi su radiazioni di protoni (dal sole). Devo fare un esperimento statistico per esserne sicuro. ...


Prof. John Thorburn 6 - II - 1952

... Mi ha interessato molto ciò che scrive sui suoi interessi astrologici. Negli ultimi anni me ne sono occupato molto come anche di problemi aderenti e credo che l'argomento mi tiene ancora in qualche modo occupato, cioè il mio inconscio si aggira attorno al problema del tempo. Però non sono in grado di dire precisamente che cosa ne penso; di tanto in tanto acchiappo un scintilla di quello che "esso" ne pensa. In qualche modo è collegato con il tema discusso ultimamente dalla Society for Psychical Research. Un dott. G. R. Smythies proponeva una nuova teoria sullo spazio assoluto o dello spazio-tempo assoluto. ...


Al Prof. Bender 12 - II - 1958

argomento : libro sulla sincronicità


... Il fenomeno sincronistico del mio esperimento consiste nel fatto che in tutti e tre i pacchetti l'aspettativa classica dell'astrologia è risultata vera; ciò rappresenta una improbabilità estremamente grande, sebbene le varie cifre non sono significative. In linea di principio un tale risultato non ha niente a che fare con l'astrologia, ma potrebbe accadere eventualmente con un statistica qualsiasi. Poiché l'esperimento astrologico è per tutta la sua natura un colpo di fortuna; se non fosse così sarebbe casuale. Probabilmente lo è però soltanto in minima parte. ... Lo psicologo che si occupa di processi nell'inconscio sa che tali strani "casi" preferibilmente accadono nell'ambito delle condizioni archetipiche e che spesso una disposizione psichica interiore sembra essere rappresentata da una disposizione parallela che accade nello stesso momento senza che ci sia una dipendenza casuale, in una persona oppure in un animale oppure in un evento. ... Perciò sarebbe meglio (...) riunire tutti i fenomeni che oltrepassano il limite della probabilità sotto l'unico aspetto del significativo colpo di fortuna e di analizzare in quali condizioni emotive tali coincidenze appaiono. ... La mia impostazione mira alle condizioni psichiche del loro apparire, e rinuncio ad una spiegazione energetica semi-fisica. ...


Al Prof. Hans Bender 10 - IV - 1958


... Una spiegazione del fenomeno astrologico è infatti una faccenda difficile. Non sono affatto tentato di dare una spiegazione "o ... oppure". Uso dire : "sia ... sia" e "oppure". Questo. Questo mi sembra anche il caso dell'astrologia. La cosa più ovvia mi sembra, come Lei appunto giustamente sottolinea, il concetto parallelistico. Coincide con la teoria Geulinex-Leibniz sulle corrispondenze collaterali, formulata molto chiaramente da Schopenhauer. (...).
La critica che oppongo a questa teoria è che presuppone una rigida causalità, cioè si basa su una causalità assiomatica. Perciò dovrebbe essere (la corrispondenza parallelistica) regolare. Ma questo è soltanto in un certo modo il caso con numeri molto alti, come ha dimostrato Rhine.
... Il concetto della sincronicità rinuncia a questa "harmonia praestabilita" cioè ad un parallelismo per il motivo che, se si trattasse di quest'ultimo principio, dovrebbe esistere un numero di corrispondenze molto più alto che dovrebbe apparire più regolarmente di quanto in verità accada. ... Anche se non possiamo immaginarci un legame causale e quindi necessario tra un evento e una sua determinazione temporale (l'oroscopo), pare comunque che esista un tale collegamento, poiché ci si basa su una surriportata interpretazione dell'oroscopo, che presuppone e motiva una certa regolarità del fenomeno. Se quindi attribuiamo anche soltanto un limitato senso all'oroscopo, confermiamo già un presente collegamento necessario fra evento e costellazione astrale.
C'è da aggiungere che l'intera determinazione temporale nell'astrologia non corrisponde a nessuna costellazione astrale vera, siccome il punto vernale si è già spostato da lungo tempo dall'Ariete nei Pesci, e che da Ipparco in poi il punto vernale è stato fissato artificialmente a Zero gradi dell'Ariete. La distribuzione delle case è però del tutto fittizia, e quindi è da scartare la possibilità di un collegamento causale con le varie posizioni degli astri e abbiamo a che fare con una determinazione temporale puramente simbolica. Tuttavia rimane la distribuzione generale delle varie stagioni, un fatto importante per l'oroscopo. Poi ci sono per esempio le nascite primaverili ed autunnali che hanno un ruolo particolare nel mondo degli animali. Ci sono anche, oltre agli influssi stagionali, le variabili delle radiazioni dei protoni che hanno, come è stato dimostrato, un notevole influsso sulla vita umana. Sono tutti influssi spiegabili causalmente che parlano a favore dell'esistenza di un collegamento astrologico regolare. Perciò sono tentato, quando è il caso, di includere l'astrologia fra le scienze naturali.
Ma d'altra parte risultano dall'osservazione astrologica anche dei casi in cui si esita a riconoscere valida una spiegazione puramente causale. Per conto mio, in tali casi di previsioni straordinari, ho l'impressione che si tratti di un colpo di fortuna significativo, cioè una coincidenza perché una previsione mi sembra sforzare la possibilità di una spiegazione causale per motivo della sua estrema improbabilità; di conseguenza vorrei prendere in considerazione la spiegazione del principio di sincronicità.
... Come già ribadito, l'astrologia sembra richiedere varie ipotesi e non sono in grado di dichiararmi per l'una o l'altra. Bisognerà rifugiarsi in una spiegazione mista, visto che la natura non si preoccupa di tenere troppo separati ed in ordine i concetti intellettuali che noi usiamo. ...


Stephen Abrams 5 - III - 1959
Parapsychology Society, Chicago

... L'unica cosa che posso dire è che nella maggior parte dei casi sincronistici è costellato un archetipo. Questo è il massimo che posso dire sulla psicologia della sincronicità. L'archetipo ha, come i numeri naturali, la particolare qualità di essere da una parte un fenomeno soggettivo psichico, e dall'altra parte di possedere un'esistenza oggettiva. Come esistono equazioni che concordano a posteriori con fatti naturali, così esistono anche fatti naturali che concordano a posteriori con delle immagini archetipiche. ...


Kurt Hoffmann 3 - VI - 1960

argomento : l'astrologia dei primitivi

... le proiezioni ed interpretazioni coincidono all'incirca con gli albori della coscienza umana ragionante.
C'è un fatto da tenere presente, che non facciamo delle proiezioni ma che essi ci accadono. Questo permette la conclusione che abbiamo letto nelle stelle le nostre prime conoscenze fisiche e innanzitutto psicologiche. Cioè nel più lontano il più vicino. ...


La lettura delle lettere di C. G. Jung evidenzia il suo progressivo interesse per l'argomento astrologico contemporaneamente ad una sua ricerca nel campo psicologico che si espande da uno studio dell'inconscio individuale a quello collettivo per arrivare ad una connessione tra psiche, mitologia e funzione simbolica. Negli anni 1909-1911 - poco prima delle prime lettere sul tema "astrologia" - Jung lavora sulla sua opera "La libido, simboli della trasformazione" (pubblicato nel 1912) e segue quindi già lo studio della funzione archetipica; non stupisce allora la sua ipotesi che i segni zodiacali potrebbero essere delle caratteristiche libidiche.
La ricerca conduce Jung ad affermare la realtà dell'inconscio collettivo che si manifesta in forma onirica dei simboli, per esempio per l'astrologia nei dodici segni zodiacali.
Con il lavoro sui simboli e trasformazioni della libido, Jung si stacca anche definitivamente dal rigido pensiero di S. Freud. La psiche non è più, come per Freud, un dato commensurabile con contenuti immutabili, bensì un prodotto di una evoluzione incessante. Alla psiche è inerente una dinamica composta dai complessi, archetipi e simboli. Jung intravede nell'astrologia la stessa dinamica, proiettata nella costellazione astrale e l'oroscopo rispecchia, nel grafico circolare, un complesso archetipico.
In seguito viene definita la funzione dell'archetipo come base essenziale per un ordinamento dei processi psichici, senza però attribuirle la funzione della causa prima. La presenza di un archetipo garantisce l'ordine e lo svolgimento di un processo psichico, tuttavia l'inconscio ed i suoi componenti funzionano in maniera del tutto autonoma, fuori dai processi causali o razionali. Di conseguenza, la difficoltà di inserire fenomeni come l'astrologia o quelli mantici in genere, in un ambito razionale come la statistica. Questi fenomeni mantengono sempre una loro imprevedibilità rivelando la loro dinamica psichica nell'atto creativo, come lo è per esempio la lettura di un oroscopo.
Più tardi Jung attribuisce all'oroscopo anche una funzione del tempo e più specificamente del tempo qualitativo: un elemento che diventa decisivo per la definizione del concetto di "sincronicità".
L'ipotesi che dietro le manifestazioni psichiche apparentemente acausali si nasconda un altro strato di psiche occulta fuori della dimensione spazio-tempo, apre a Jung la porta al campo oscuro della parapsicologia. Sperando di trovare chiarimenti sugli eventi paranormali, causali e al di fuori di spiegazioni scientifiche, percepiti soltanto per via di intuizione, si mette in contatto con le ricerche parapsicologiche di J. Rhine. Oltre a fornirgli del materiale classificato secondo la metodologia statistica, emergono interrogativi più specifici che aprono nuove prospettive anche per le arti mantiche come l'astrologia.
L'influsso emotivo come fattore determinante nei risultati degli esperimenti di Rhine spinge Jung a confermare che la funzione archetipica stesse alla base dei risultati sorprendenti.
Era noto che l'effetto emotivo producesse un "abaissement du niveau mental", una sopraffazione della coscienza da parte dei contenuti inconsci. La percezione di spazio e tempo si riduce completamente, regna soltanto un continuum spazio-temporale che rende possibile la coincidenza e la simultaneità di eventi psichici e non-psichici; eventi che manifestano un legame fra di loro basato su una comunanza di significato, ma non un meccanismo causa-effetto.
Jung definì tali eventi da allora in poi come eventi "sincronistici" secondo la sua teoria esposta ed affermata nel suo libro "La sincronicità come principio di nessi acausali", pubblicato nel 1952 (5). Dichiara in questo libro che la concezione scientifica sulla regolarità delle leggi di natura, basata sulla causalità, ha da un punto di vista psicologico, soltanto una validità parziale, perché non tiene atto dei fattori psicologici che invece sono determinanti nello svolgimento e per lo stesso risultato, per esempio, di una statistica (vedi "l'esperimento astrologico" citato nel suo libro). Tali fattori - l'affettività delle persone coinvolte - si basano sull'operare degli istinti, il cui aspetto formale è l'archetipo. (6)
Il fenomeno della sincronicità risulta quindi come coincidenza di due fattori : 1) un'immagine inconscia si presenta direttamente (letteralmente) o indirettamente (simboleggiata o accennata) alla coscienza come sogno, idea improvvisa o presentimento; 2) un dato di fatto obbiettivo coincide con questo contenuto. (7) Applicato all'oroscopo significa che il dato di fatto esterno, oggettivo è la posizione degli astri nel tema natale, rappresentata nel grafico oroscopico, la sua interpretazione invece rappresenta l'immagine inconscia della persona, costellata da uno o più archetipi, con i quali l'astrologo deve mettersi in sintonia. L'oroscopo funziona soltanto se si verifichi una sincronicità tra l'immagine della costellazione celeste ed il cielo psichico all'interno di una persona.



La posizione diErnst Bernhard nei confronti dell'astrologia:


I pensieri di E. Bernhard riguardanti l'astrologia - qui riportati in quanto primo insegnamento per N. Sementowsky-Kurilo per l'aspetto psicoanalitico dell'astrologia - si trovano nell'unico scritto da lui pervenutoci, la "Mitobiografia" (8).
Sull'argomento astrologico, come su altri argomenti ad esso connessi(i sogni, l'I Cing), Bernhard ci offre una sua visione estremamente ampia e profonda che non si può collocare nell'ambito strettamente psicoanalitico-scientifico (come Jung), ma che include un atteggiamento etico-religioso, vedendo la vita individuale, sia fisica che psichica, legata ad un percorso di destino inserito nel grande processo di sviluppo dell'umanità all'interno del cosmo :
"La grande misteriosa legge del tempo regna anche nel cosiddetto sincronismo (Jung), si sperimenta nell'I King, nel parallelismo psicofisico, nell'armonia prestabilita (Leibniz) e con accentuazione pratica nell'astrologia. Il luogo e il tempo della nascita sono il punto d'incidenza, ma c'è anche un fattore individuale (se si tratti di un uomo, di animale, di pianta, di stato, di varo di nave, o se l'uomo veda la luce come re o come muratore). Qui interferiscono diverse leggi, che infine trovano posto entro la legge individuale. In tale modo gettiamo anche un po' di luce sulla celebre formula astrologica: le stelle "inclinano" ma non costringono; noi diremmo: la costellazione degli astri, a partire dal momento e dal luogo della nascita e con riferimento a essi, si adempie come legge cosmica temporale, a cui tutto in quel momento è soggetto; viene però utilizzata e indirizzata dalla legge entelechiale individuale che si realizza col suo aiuto e attraverso essa. - Ora anche le stelle sono proiezioni, "organi" dell'uomo, create dalle sue immagini. - ... Come la pianta anima il tempo terrestre, l'animale lo spazio terrestre, così l'uomo anima il tempo e lo spazio dell'universo e vi ritrova tanto le proprie immagini interne, quanto il proprio destino esterno. Egli riconosce qui consapevolmente, nell'estrema lontananza, la propria legge interna, che nella cornice del suo destino necessariamente si adempie, plasmata però in un modo unico dalla vera e propria legge entelechiale." (9)
Apparentemente Bernhard si muove nell'ambito del pensiero junghiano, confermando pienamente l'idea della proiezione psichica che sta alla base della considerazione astrologica, come pure l'aspetto del tempo (qualitativo) che è decisivo sia per il tracciare dell'oroscopo sia per la sua interpretazione. Troviamo anche la riserva con la quale dobbiamo accettare l'influsso astrale sulla nostra vita. Il concetto del destino - estraneo a Jung per il discorso astrologico - è per Bernhard fondamentale, e strettamente collegato al concetto dell'entelechia: "Il mondo dei fenomeni e degli accadimenti è vita e manifestazione delle "immagini". Il suo ordine e il suo corso sono determinati dall'entelechia. L'entelechia si esprime attraverso le immagini sui tre noti piani, come istanza autonoma, nella identificazione e nella proiezione. ... La trasformazione dell'uomo singolo è alla fine il confronto tra un'entelechia karmica (archetipi dei genitori, nascite anteriori, animale, pianta, pietra ecc.) e l'entelechia individuale. Dietro al dualismo "entelechia individuale e entelechia karmica" è da porre un'unità entelechiale superiore (Tao) ....
In un processo d'individuazione l'entelechia collettiva viene usata per così dire come materiale per la realizzazione dell'entelechia individuale; con la vittoria dell'entelechia collettiva quella individuale viene costretta al servizio di quella collettiva. ...
L'ethos è immanente all'entelechia e anch'esso costruito su una contrapposizione (necessità del dislivello energetico). Corrisponde all'impulso che l'entelechia ha di realizzarsi, che si afferma come coercizione interna (...) e non consente alcuna deviazione, neppure minima. Così l'ethos è una qualità dell'entelechia. ...
L'entelechia è libera. Il suo ultimo rappresentante in me è la tendenza all'individuazione. In quanto la seguo sono libero. Seguire questa tendenza è l'unica libertà. Ma poiché essa è soprapersonale (ossia poiché la tendenza all'individuazione non proviene dal mio Io) non vi è una libertà personale, sebbene una impersonale che io posso sperimentare come libertà entro una amorosa necessità." (10)
"In base al principio della dottrina dell'ereditarietà è dimostrato che certi motivi di destino, di personalità e di costituzione ritornano continuamente nel corso delle generazioni. ... La sensazione di una certezza "storica" manifesta la presenza di un archetipo che opera in noi come complesso autonomo. (Queste cose sono molto comprensibili a un astrologo, che conosce l'ereditarietà di particolari costellazioni planetarie e zodiacali. ...).
La problematica essenziale che ora si presenta è la questione dell'Io. Anch'esso può venire ereditato come cosiddetto complesso dell'Io e la totalità della psiche - in certe circostanze con un particolare colorito caratteriologico, come, ad esempio, lo esprime l'Ascendente. Un tale complesso ereditario non è naturalmente "lo stesso" di allora, poiché, ad esempio, lo troviamo persino contemporaneamente presente in diversi membri di una stessa famiglia.
Il rapporto tra quello di allora e quello di oggi è da intendersi solo entelechialmente, dove l'entelechia si compone delle varie immagini. ... Il fatto che un "problema" comune si estenda attraverso la vita di un'intera famiglia, di una stirpe, di un ceppo, di un popolo, ci pone nuove domande. Qui vive un essere sopra-individuale, distribuito nella problematica di singoli individui. Così, risolvendo il proprio problema individuale, si risolve anche quello generale!" (11)
Bernhard vede l'astrologia come un sistema utile ed idoneo a raggiungere maggior chiarezza e consapevolezza della propria esistenza psicofisica, come anche al proprio inserimento nel grande processo cosmologico. È evidente che non esamina il quesito astrologico come un fenomeno da analizzare in sé e per sé, perché è convinto dell'attendibilità del risultato astrologico che fornisce o più precisamente fa percepire dati di fatto psichici che sono rappresentati dal tema natale.
Questa "efficacia" è per lui sufficiente per accettare l'astrologia come sistema simbolico che ci mette in contatto con l'inconscio individuale e collettivo.
Da questo quadro ontologico-psichico dell'individuo, la sua visione si espande - e questo è nuovo - anche sul piano trascendentale. Il destino di ognuno è sia un essere legato a una grande legge cosmologica ("karmica") che ad una "armoniosa necessità", cioè una consapevolezza del proprio bisogno religioso-etico per far luce su tutti i quesiti esistenziali dell'essere umano.
Tuttavia questo determinismo e la mancanza di una libertà personale trova una via d'uscita nella "legge entelechiale" che l'uomo sente come impulso all'individuazione. Seguendo questo impulso, che implica appunto un atteggiamento etico, l'individuo si autorealizza e mira verso la sua unità con il Sé, raggiunge quindi un livello superiore / trascendentale dal puro stato psicofisico. Questa via è accompagnata da vie intuitive e sistemi simbolici come lo è appunto l'astrologia.


NOTE :

(1) Carotenuto, Aldo : Jung e la cultura italiana. Roma 1977
(2) idem, p.117
(3) idem, p. 119
(4) Jung, Carl Gustav : Briefe 3 Vol., Olten 1972-1973
(5) Jung, Carl Gustav : La sincronicità come principio di nessi
acausali. in : C.G.Jung Opere, Vol. 8 Boringhieri 1976
(6) idem, p. 470
(7) idem, p. 477
(8) Bernhard, Ernst : Mitobiografia, Milano 1969
(9) idem, p. 86-87
(10) idem, p. 20-24
(11) idem, p. 115-117

Pubblicato sul numero 6 (Aprile 1991) di Ricerca ’90