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Chiara Inesia


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domenica 13 aprile 2008

MITO DELLA NASCITA DEL MONDO (Il regno di Urano e il regno di Crono)

Non esisteva la terra, il mare o qualunque altra cosa del creato. ERA SOLO IL CAOS, senza forma al di là del tempo e dello spazio.

All'improvviso dal Caos apparve Gea, la terra principio di vita e madre della stirpe divina, prima realtà materiale della creazione. Dopo di lei apparvero Eros, il Tartaro (luogo di punizione delle anime malvagie), l'Erebo (la notte) ed i Giganti simbolo della forza bruta e della violenza sconvolgitrice della natura.

GEA ED URANO

Gea generò da sola Ponto il mare ed Urano il cielo stellato che scelse come sposo e dalla cui unione nacquero i dodici Titani, sei maschi (Oceano, Ceo, Crio, Iperione, Giapeto, Crono) e sei femmine (Tea, Rea, Temi, Teti, Febe, Mnemosine). Nacquero inoltre i tre Ecatonchiri o Centimani, Briareo, Gia e Cotto mostri con cinquanta teste e cento braccia ed i tre Ciclopi Bronte, Sterope ed Arge tutti con un solo occhio in mezzo alla fronte e Crono.
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da www.elicriso.it


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martedì 8 aprile 2008

ADE O ADES

Ade o Ades (dal greco "Aides = l'invisibile") nella mitologia greca era figlio di Crono e di Rea, fratello di Zeus e di Poseidone, venerato come padrone e signore del regno dei defunti la cui corte era formata da figure mostruose quali: demoni della morte (Thanatos), demoni del sonno (Hypnos), demoni della morte violenta nei campi di battaglia (Keres), demoni della violenza della tempesta (Arpie), demoni del rimorso e della maledizione divina (Erinni) e tanti altri.

La figura di Ade non aveva però solo un significato funesto era infatti considerato anche dispensatore delle ricchezze celate nel seno della terra.

da http://www.elicriso.it/


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IL MITO DI PERSEO

Immagine: Perseo di Benvenuto Cellini, Loggia dei Lanzi Piazza della Signoria Firenze


La leggenda racconta che nella città di Argo, regnava il re Acriso con la sua sposa Euridice e la loro figlia Danae. Il tempo scorreva sereno ad Argo ma poiché era desiderio del re avere un figlio maschio cui lasciare il regno, lo stesso consultò un oracolo per sapere il futuro della sua casa. Nefasta fu la profezia! Apprese che non solo non avrebbe avuto figli maschi ma che un giorno sarebbe morto per mano di suo nipote, il figlio di Danae.

ll re, spaventato da questa tremenda predizione e con la mente ottenebrata dalla paura, fece costruire nel cortile del suo palazzo una stanza di bronzo dove imprigionò la figlia, sperando in questo modo che non fosse avvicinata da alcun uomo. Ma Zeus che dall’alto dell’Olimpo seguiva le vicende dei mortali, impietosito dalla sorte toccata alla giovane e bella fanciulla di cui si era innamorato, sotto forma di pioggia di gocce d’oro entrò nella sua cella e concepì quello che un giorno sarebbe diventato uno dei più grandi uomini dell’antichità: Perseo.

Re Acriso, scoperta la gravidanza della figlia (che fu costretta a confessare le origini divine del figlio), nonostante la terribile paura e la gran rabbia, non ebbe il coraggio di ucciderla ma aspettò che il bambino nascesse, per rinchiudere entrambi in una cassa che abbandono’ alla deriva nel mare. La loro sorte sarebbe stata sicuramente segnata se Zeus non avesse sospinto la cassa verso le rive dell’isola di Serifo.


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