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Chiara Inesia


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mercoledì 22 aprile 2009

LA STELLA MARINA


C'era una volta un uomo saggio che era solito andare in spiaggia per scrivere i suoi libri. Gli piaceva camminare prima di inziare a scrivere.
Un giorno durante la passeggiata guardò davanti a sè e notò una figura umana che sembrava danzare. Sorrise al pensiero che qualcuno ballasse per celebrare il sorgere del giorno. Decise quindi di accelerare il passo e raggiungere quella persona.
Avvicinandosi si accorse che la persona era un ragazzo e che non stava ballando, ma si abbassava in direzione delle onde per raccogliere qualcosa dalla sabbia e ributtarlo con gentilezza in mare.
Avvicinandosi ancora più al ragazzo, l'uomo saggio disse: "Buon girono, che cosa stai facendo?".
Il ragazzo si fermò e rispose: "Sto buttando le stelle marine nell'oceano".
"E perchè lo fai?" chieste il saggio.
"Il sole è cocente e la marea si sta ritirando, se non ributto le stelle in mare moriranno" rispose il ragazzo.
"Ragazzo mio, ma non ti accorgi che ci sono chilometri e chilometri di spiaggia pieni di stelle marine? Salvarne qualcuna non farà alcuna differenza!"
Il giovane lo ascoltò con rispetto, si abbassò, raccolse un'altra stella e la gettò nel mare dicendo: "Per questa stella ha fatto molta differenza. C'è qualcosa di speciale in ognuno di noi, tutti noi possiamo fare la differenza. Quando crediamo fortemente nei nostri progetti e nelle nostre speranze, troviamo la forza di modellare il nostro futuro. Ognuno di noi dovrebbe cercare la propria stella e, se la ributtassimo in mare con amore, il futuro porterebbe ad un mondo migliore."


sabato 31 maggio 2008

LA LEZIONE DELLA FARFALLA

Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.
Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione.
Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.
Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo. La farfalla uscì immediatamente.
Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L’uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo e che essa cominciasse a volare.
Non successe nulla! In quanto la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.
Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare.
Era la forma con cui Dio la faceva crescere e sviluppare.

A volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.
Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati.
Non potremmo essere così forti come siamo. Non potremmo mai volare.
Chiesi la forza… e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte.
Chiesi la sapienza… e Dio mi ha dato problemi da risolvere.
Chiesi la prosperità… e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare.
Chiesi di poter volare… e Dio mi ha dato ostacoli da superare.
Chiesi l’amore… e Dio mi ha dato persone con problemi da poter aiutare.
Chiesi favori… e Dio mi ha dato opportunità.
Non ho ricevuto niente di quello che chiesi…
Però ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno.

Vivi la vita senza paura, affronta tutti gli ostacoli e dimostra che puoi superarli.

da http://www.piuchepuoi.it/storie/



Grazie a Nunzy Conti che ha trovato questa bellissima storia e foto http://nunzyconti.wordpress.com/

mercoledì 28 maggio 2008

NEL SILENZIO...

"Nel silenzio e nella speranza risiederà la vostra forza"

Profeta Isaia (30,15)


IL SILENZIO (Jiddu Krishnamurti)

Il silenzio ha molte qualità.

C'è il silenzio fra due rumori, il silenzio fra due note e il silenzio che si allarga nell'intervallo fra due pensieri.
C'è il singolare, quieto, pervadente silenzio che si diffonde in campagna alla sera ; c’è il silenzio nel quale si ode il latrato di un cane in lontananza o il fischio di un treno che arranca per una ripida salita; il
silenzio che regna in una casa quando tutti sono andati a letto, e il suo particolare risalto quando ti svegli nel cuore della notte e ascolti un gufo gridare nella valle; e c’è il silenzio che precede le risposte della compagna del gufo. C’è il silenzio di una vecchia casa abbandonata, e il silenzio di una montagna; il silenzio fra due esseri umani quando hanno visto la stessa cosa, sentito la stessa cosa, e agito.
Quella notte, specialmente in quella valle remota con le antichissime colline e i loro macigni di forma singolare, il silenzio era reale come la parete che toccavi. E tu guardavi dalla finestra le stelle luccicanti. Non era un silenzio autoprodottosi; non era perché la terra fosse quieta e gli abitanti del villaggio fossero addormentati, ma veniva da ogni dove, dalle stelle remote, da quelle colline scure e dalla tua mente,dal tuo cuore.

Questo silenzio sembrava coprire tutto, dal più piccolo granello di sabbia del greto del fiume - che conosceva acqua corrente solo quando pioveva – all’alto, frondoso fico di Banian e una leggera brezza che cominciava a spirare.

C'è il silenzio della mente che non è mai toccata da alcun rumore, da alcun pensiero o da l'effimero vento dell’esperienza. Questo è il silenzio innocente, e pertanto infinito. Quando c'è questo silenzio della mente, da esso scaturisce l'azione e questa azione non è causa di confusione o infelicità.

La meditazione di una mente che sia totalmente in silenzio è la benedizione che l’uomo sempre cerca. In questo silenzio ogni qualità del silenzio è.

C’è quello strano silenzio che regna in un tempio o in una chiesa vuota sperduta nella campagna, senza il rumore di turisti e fedeli; e il pesante silenzio che regna nell’acqua è parte di quello che è fuori del silenzio della mente.

La mente meditativa contiene tutte queste varietà, tutti questi cambiamenti e movimenti del silenzio. Questo silenzio della mente è la vera mente religiosa, e il silenzio degli dèi è il silenzio della terra.
La mente meditativa scorre in questo silenzio, e l''amore è la via di questa mente. In questo silenzio c’è la beatitudine e il riso.

LA SOFFERENZA UMANA...

“La sofferenza umana, specie quella che nasce dal profondo dell’anima, contiene in sé il germe della verità: basta saperla ascoltare, ed essa rivelerà ad ogni uomo il senso della propria esistenza”.

Erich Fromm da L'arte di ascoltare, 1979

martedì 27 maggio 2008

IO SONO...

"Io sono colei che mi si crede"

di Luigi Pirandello in Così è (se vi pare)

NOI, PICCOLI E GRANDI UOMINI...

"Noi, piccoli e grandi uomini, disturbati, preoccupati di grandi cose, in continua ricerca di risposte e soluzioni nuove, perdiamo l’orientamento ed è inutile dire che la nostra esistenza non diviene né ricca né nobile “accaparrandoci” tutto quanto possiamo attorno a noi, di ordine materiale ma anche spirituale."

da Gemme di saggezza Zen di Roberto Kengaku Pinciara e Maria Grazia Uggé, ed. Magnanelli

martedì 8 aprile 2008

CANTO DELLO SCIAMANO (Tribù Chippewa)

Canto e sogno nel mio povero modo

sopra la terra,

io, che sbarcherò ancora

sopra la terra.

PREGHIERA RITUALE APACHE

Grande Spirito Blu della montagna,
nella casa di nubi blu,
presso la croce di miraggio azzurro,
sei nato, un giorno.
Là c'è solo bontà,
e di tanta bontà io sono grato.

Grande Spirito Giallo
che vivi a Sud, sulle montagne,
di gialle nubi è il Tuo corpo immenso.
Sovrano degli spiriti dei monti,
Sacra Divinità,
anche Tu di bontà Ti nutri e vivi.

Grande Spirito Bianco d' Occidente,
il Tuo corpo è di candido miraggio.
Sovrano degli spiriti dei monti,
Sacra Divinità,
ch' io sia felice delle Tue parole,
e che Tu possa godere delle mie.

Grande Spirito Nero a Settentrione,
di nere nubi è il Tuo corpo immenso.
Ed è per questo, Grande Spirito Nero,
che la Tua voce mi fa felice.
Possa farTi felice anche la mia.
E tutto ora è bontà.


da www.indianiamericani.it

mercoledì 2 aprile 2008

PREGHIERA LAKOTA

Oh Grande Spirito
la cui voce io odo nei venti
e il cui respiro dona vita a tutto il mondo
ascoltami:
io mi avvicino a te come uno dei tuoi tanti figli.
Io sono piccolo e debole,
io ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.
Fa che io mi trasformi in bellezza
e fa che i miei occhi contemplino sempre
il rosso purpureo del tramonto del sole.
Che le mie mani onorino le cose che tu hai creato
e che le mie orecchie odano la tua voce.
Donami saggezza,
affinchè io possa comprendere le cose
che tu hai insegnato al mio popolo
e l’insegnamento che hai nascosto in ogni foglia e in ogni roccia.
Io cerco forza,
non per essere superiore ai miei fratelli ed alle mie sorelle
ma per combattere il mio più grande nemico:
me stesso.
Fa che io sia sempre pronto a venire da te
con mani pure e sguardo dritto,
finchè il mio spirito,
quando un giorno la mia vita svanirà come il sole che tramonta,
possa venire a te senza vergogna.

martedì 1 aprile 2008

QUANDO FARETE DEI DUE UNO...

Dal Vangelo di Tommaso

Così Gesù disse:


"Quando farete dei due uno,

e quando farete l'interno come l'esterno

e l'esterno come l'interno,

e il sopra come il sotto,

e quando farete di uomo e donna una cosa sola,

così che l'uomo non sia uomo e la donna non sia donna,

quando avrete occhi al posto degli occhi,

mani al posto delle mani,

piedi al posto dei piedi,

e figure al posto delle figure

allora entrerete nel Regno."

mercoledì 26 marzo 2008

CANTO CERIMONIALE DEGLI OJIBWA

Venera gli anziani: sarà come venerare la saggezza e la vita.

Venera la vita in tutte le sue forme: servirà a rinforzare il tuo spirito.

Venera le donne: sarà come venerare il dono della vita e dell'amore.

Mantieni sempre la tua parola: così facendo sarai fedele a te stesso e agli altri.

Vedi di essere gentile e buono, sempre pronto a dividere.

Vedi di essere sempre disponibile alla pace: così facendo potrai permettere a tutti di raggiungere la pace suprema.

Vedi di essere coraggioso: così facendo potrai far crescere la forza negli altri.

Vedi di essere prudente in ogni cosa, osserva, ascolta e medita ogni situazione: così facendo potrai essere saggio.

lunedì 17 marzo 2008

IL PICCOLO PRINCIPE E LA VOLPE

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami" disse.
"Volentieri", rispose il piccolo principe, "ma non ho molto tempo. Ho da scoprire degli amici, e devo conoscere molte cose".
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!"
"Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
"Bisogna essre molto pazienti" rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino...".
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincierò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore...Ci vogliono i riti".
"Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa è una cosa da tempo dimenticata" disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si somiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la vope.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe "...piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io non volevo farti del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero" disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo" disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno" disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse: "Và a vedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ora per me è unica al mondo.
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote" disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa".
E ritornò dalla volpe.
"Addio" disse.
"Addio" disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo pricnipe per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
E, riverso sull'erba, pianse.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

da Il piccolo Principe di Antoine de Saint - Exupéry

SE C'E' UN PROBLEMA NEL COLLETTIVO...

“Se c’è un problema nel collettivo,

vuol dire che gli uomini hanno un problema

e se c’è un problema negli uomini,

vuol dire che IO ho un problema”


C. G. Jung

domenica 16 marzo 2008

Desiderata

Va serenamente in mezzo al rumore e alla fretta e ricorda quanta pace ci può essere nel silenzio.
Finché e' possibile senza doverti arrendere conservai buoni rapporti con tutti.
Dì la tua verità con calma e chiarezza e ascolta gli altri, anche il noioso e l'ignorante, anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive, esse sono un tormento per lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro, perché sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.
Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione, benché umile; e' un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, poiché il mondo è pieno di inganno. Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'è di buono; molte persone lottano per alti ideali e dappertutto la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare. E non essere cinico riguardo all'amore, perché a dispetto di ogni aridità e disillusione esso è perenne come l'erba.
Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni, abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna. Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle;tu hai un preciso diritto ad essere qui. E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.
Perciò sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni, nella rumorosa confusione della vita, conserva la tua pace con la tua anima.
Nonostante tutta la sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti, questo è ancora un mondo meraviglioso.
Sii prudente.
Fa di tutto per essere felice.



Questo testo bellissimo viene quasi sempre presentato come "Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell'antica chiesa di San Paolo".
Invece nel 1959 il reverendo Frederick Kates rettore della chiesa di St. Paul, a Baltimore, Maryland, incluse questo pensiero in una raccolta di materiale devozionale.
In cima alla raccolta, c'era l'annotazione "Old St. Paul's Church, Baltimore, A.C. 1692", che è l'anno di fondazione della chiesa... da qui l'equivoco.
In realtà, l'autore di questi versi è Max Ehrmann, un poeta di Terre Haute, Indiana, vissuto dal 1872 al 1945 e scrisse Desiderata intorno al 1927.

venerdì 14 marzo 2008

LA CONOSCENZA DI SE'



"La conoscenza di sè porta alla felicità"

Yuan Lee

SPERANZA

S'io avessi una botteguccia
Fatta d'una sola stanza
Vorrei mettermi a vendere
Sai cosa? La speranza
"Speranza a buon mercato"
Per un soldo ne darei
Ad un solo cliente
Quanto basti per sei.

Gianni Rodari

Dall' APOLOGIA DI SOCRATE di Platone

“….io vado intorno facendo nient’altro se non cercare di persuadere voi, e più giovani e più vecchi, che non dei corpi dovete prendervi cura, né delle ricchezze, né di alcun’altra cosa prima e con maggiore impegno che dell’anima, in modo che diventi buona il più possibile, sostenendo che la virtù non nasce dalle ricchezze, ma che dalla virtù stessa nascono le ricchezze e tutti gli altri beni per gli uomini, e in privato e in pubblico.”

LA DONNA

State molto attenti a far piangere una donna,
che poi Dio conta le sue lacrime!
La donna è uscita dalla costola dell’uomo
non dai piedi per potere essere pestata
né dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale…
un po’ più in basso del braccio per essere protetta
e dal lato del cuore per essere amata.

dal Talmud

INNO ALLA CARITA'

Dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi


Se anche parlassi la lingua degli angeli, ma non avessi l’Amore, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

Se anche avessi il dono della profezia, la scienza di tutti i misteri e tutta la conoscenza, se anche avessi tutta la fede sì da muovere le montagne, ma non avessi l’Amore, non sono nulla.

L’Amore è paziente, è pieno di bontà, l’Amore non è invidioso, l’Amore non si vanta, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

L’Amore non avrà mai fine.

Poiché le profezie termineranno, le lingue taceranno, la conoscenza svanirà. Ora perdurano Fede, Speranza e Amore, ma dei tre il più grande è l’Amore.