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Chiara Inesia


venerdì 4 aprile 2008

LE QUATTRO SACRE DIREZIONI

Fra le popolazioni native, si attribuisce grandissima e sostanziale importanza alle Quattro Direzioni (Sacre), che accompagnano, seguono e guidano dalla nascita alla morte ogni singolo individuo.
Secondo i nativi, tutti gli esseri viventi, dagli animali agli alberi, crescono e si estendono in tutte le direzioni, e per volere della fortuna e degli elementi, la crescita o la nascita, divengono più o meno complete.
Fin dalla nascita, un bambino pellirosse viene istruito e allevato spiegando ad esso come prima cosa i Quattro Grandi Poteri della Ruota di Medicina, contenuti nelle Quattro Sacre Direzioni.
Questo percorso ed insegnamento della Ruota di Medicina al bambino lo porta alla consapevolezza ed alla propria completezza nell’equilibrio fra se stesso, la natura e gli Dei.
Il bambino, comincerà ad apprendere gli insegnamenti da una punta della Ruota di Medicina, indistintamente, andando mano a mano nel tempo a completarla facendo così il giro completo di tutte le Direzioni.

EST:

L’ Est è la direzione spirituale della visione sulle origini e le cause di tutte le cose.
L’ Est è la direzione dove ogni giorno sorge il sole (Alba), dando luce al mondo, chiarezza, innocenza e calore.
L’ Est è la direzione dell’ inizio della vita che nasce e che rinnovandosi nasce nuovamente dopo il buio, la primavera dopo l’inverno.
Animale Totem: l’ animale Totem che più raffigura l’ Est, è l’ Aquila. Essa, infatti, vola in alto più di qualsiasi altro uccello, usando le sue enormi ali, ed è per questo che si avvicina al sole, il Grande Spirito.
Piante Sacre: Le piante associate alla direzione dell’ Est sono, il Pino, la Salvia ed il Tabacco. Il Tabacco onora gli antenati e ne invoca la saggezza. Il Pino ci offre la pulizia, la fertilità e la pace della mente, molti nativi lo usano dentro la propria abitazione, perché si ritiene sia un buon guardiano, essendo un sempreverde, quindi non muore mai e restando sempre in veglia.

SUD:
Il Sud è il luogo di origine dell’ innocenza e della fiducia.
Il sud è la direzione per percepire sentimenti nel nostro cuore.
Il Sud è la direzione ove il sole è al culmine della sua altezza.
Il Sud, aiuta lo sviluppo delle proprie emozioni, come l’ amore, la generosità, la lealtà ed il senso di giustizia.
Il Sud è l’ energia che il bambino apprende per divenire adulto e giusto di spirito.
L’Acqua rappresenta a meraviglia i vari aspetti dell’emotività umana e dei suoi comportamenti, quali: la Calma, rappresentata da una superficie di un lago, quindi privo di grosse onde; l’ Oscurità, rappresentata da una pozzanghera torbida; la Purezza, rappresentata da un ruscello che scorre lungo tutto il suo percorso; la Violenza, rappresentata da una bella tempesta su di un mare o di un oceano.
Animale Totem: l’ animale Totem che meglio rappresenta la direzione del Sud è il topo, perché dotato di una sensibilità e di una percezione sviluppatissimi.
Piante Sacre: Le Piante sacre che troviamo a Sud della Ruota di Medicina e, che possono esser usate nelle preghiere, sono il cedro e la copale.
Il Cedro serve come protezione, è amico del sole e serve per una nuova vita.
La Copale è usata nelle cerimonie basate sull’enfasi della direzione Sud-Ovest.

OVEST:

L’ Ovest è la direzione Sacra dalla quale arriva il buio.
L’ Ovest è la direzione dell’ introspezione dello sguardo interiore dell’ uomo.
Dalla direzione dell’Ovest provengono tuoni e fulmini.
Parole di Cervo Zoppo ce lo mettono in risalto:“Tutto nella natura si muove in un determinato movimento che per gli occidentali è il senso orario. Solo gli Esseri del Tono vanno in senso contrario a quello orario”.
L’Ovest simbolicamente è anche dimostrazione di potenza. La persona impara a riconoscere dall’Ovest le creature dell’ ombra, le sfaccettature e il modo di operare della propria mente e della psiche ed impara a trasformare e mutare queste cose attraverso la propria volontà.
Animale Totem: l’Animale Totem dell’ Ovest, più adatto è rappresentato dal Grizzly.
Piante Sacre: le Piante Sacre rappresentate da questa direzione, sono la Salvia, l’ Artemisia e il salice.
La Salvia viene usata come purificatrice, fungendo così da allontanamento di forze o energie negative, a volte, viene usata anche verso la direzione dell’ Est, ma trova tutte le sue caratteristiche incentrate sulle qualità dell’ Ovest.
L'Artemisia è usata perché “dona” le visioni e viene usata per rendere chiari i sogni e le profezie.
Il Salice per alcune tradizioni è l’ inconscio sotterraneo, il rinnovamento della vita dopo la morte.

NORD:

Il Nord è la dimora dell’ inverno, è dove nasce la saggezza, dove risiedono gli insegnamenti ed i doni intellettuali simboleggiati dalle Montagne e dai Laghi Sacri.
La persona che trae ispirazione e percezione da questa direzione, è colma di saggezza appresa in modo solitamente molto duro. Infatti, l’uomo del Nord, è sopravvissuto al gelo, alla fame, alle pestilenze, alle inondazioni, alla perdita dei famigliari ed altre cose ancora.
Egli, da queste avversità, ha appreso l’ altruismo e l’interdipendenza di tutte le creature, scolpendo nel proprio cuore queste esperienze e mettendole in pratica nei momenti del fabbisogno, come ad esempio mai commettere due volte lo stesso errore, calcolare, valutare e prevedere eventi ecc ecc.
Animale Totem: l’ Animale Sacro alla direzione del Nord, è rappresentato dal Bisonte, perché da esso, i nativi, usavano tutto, senza buttare nulla, e quindi traendo sostegno e nutrizione.
Piante Sacre: la Pianta più Sacra a questa direzione, è rappresentata dalla SweetGrass (Capelli della nonna). I suoi capelli bianchi, sono il simbolo dell’esperienza, frutto di molte conquiste nel tempo.


SCHEMA

EST
Colore: Giallo
Animale Medicina: Aquila
Proprietà: Rinnovare, illuminare
Freccia di medicina: Dalla direzione della lungimiranza
Simbolo: Fuoco
Piante: Pino, Salvia, Tabacco
Stagione: Primavera
Momento della giornata: Alba

SUD
Colore: Verde
Animale Medicina: Topo
Proprietà: Innocenza, fiducia, percezione della natura nel nostro cuore
Freccia di medicina: Dalla direzione dell’ innocenza
Piante: Cedro, Copale
Stagione: Estate
Momento della giornata: Mezzogiorno

OVEST
Colore: Nero
Animale Medicina: Orso
Proprietà: Luogo dello sguardo interiore, natura introspettiva dell’uomo
Freccia di medicina: Dalla direzione dell’ introspezione
Simbolo: Terra
Stagione: Autunno
Piante: Artemisia, Salice, Salvia
Momento della giornata: Tramonto

NORD
Colore: Bianco
Animale di Medicina: Bisonte
Proprietà: Saggezza
Freccia di medicina: Dalla direzione della saggezza
Simbolo: Aria
Stagione: Inverno
Piante: Sweetgrass
Momento della giornata: Cielo notturno


mercoledì 2 aprile 2008

PREGHIERA LAKOTA

Oh Grande Spirito
la cui voce io odo nei venti
e il cui respiro dona vita a tutto il mondo
ascoltami:
io mi avvicino a te come uno dei tuoi tanti figli.
Io sono piccolo e debole,
io ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.
Fa che io mi trasformi in bellezza
e fa che i miei occhi contemplino sempre
il rosso purpureo del tramonto del sole.
Che le mie mani onorino le cose che tu hai creato
e che le mie orecchie odano la tua voce.
Donami saggezza,
affinchè io possa comprendere le cose
che tu hai insegnato al mio popolo
e l’insegnamento che hai nascosto in ogni foglia e in ogni roccia.
Io cerco forza,
non per essere superiore ai miei fratelli ed alle mie sorelle
ma per combattere il mio più grande nemico:
me stesso.
Fa che io sia sempre pronto a venire da te
con mani pure e sguardo dritto,
finchè il mio spirito,
quando un giorno la mia vita svanirà come il sole che tramonta,
possa venire a te senza vergogna.

martedì 1 aprile 2008

QUANDO FARETE DEI DUE UNO...

Dal Vangelo di Tommaso

Così Gesù disse:


"Quando farete dei due uno,

e quando farete l'interno come l'esterno

e l'esterno come l'interno,

e il sopra come il sotto,

e quando farete di uomo e donna una cosa sola,

così che l'uomo non sia uomo e la donna non sia donna,

quando avrete occhi al posto degli occhi,

mani al posto delle mani,

piedi al posto dei piedi,

e figure al posto delle figure

allora entrerete nel Regno."

venerdì 28 marzo 2008

IL GRANDE SOGNO D'AMORE

di Gianfranco Casalis

Gli esseri umani credono nel grande sogno d’amore, come a quella possibilità di unione che può cambiare la vita in una relazione che implica il rispetto reciproco, fedeltà, condivisione, complicità.
Sembrerebbe che nel profondo del nostro essere ci sia una sorta d’energia sconosciuta che ci spinge alla ricerca di un altro essere che non rappresenti soltanto una possibilità riproduttiva semplicemente biologica, per la quale siamo naturalmente dotati, ma una tensione a realizzare quell’unione che ha una matrice diversa da quella fisica, difficilmente definibile, che sentiamo continuamente sfuggente e la cui ricerca spesso ci pone di fronte ad un vuoto incolmabile e ad una sensazione di grande mancanza.

La tensione a ricercare tale realizzazione ci conduce lungo territori sconosciuti per i quali all’inizio siamo come guidati da impulsi istintuali che, però, non risultano sufficienti a realizzare il grande sogno d’amore. Per comprendere meglio dovremmo scavare sotto la superficie e cominciare a ricercare ciò che non è immediatamente visibile.

Prima di diventare esseri umani completi e in seguito adulti, abbiamo vissuto per nove mesi custoditi, contenuti, protetti, in una dimensione paradisiaca, in una calda avvolgente dimensione, nell’utero materno, nel mare primordiale, in cui potevamo percepire un profondo senso di completezza biologica e psicologia.
In quelle tiepide, rincuoranti e oscure acque del mare primordiale, l’essere umano, probabilmente, non conosceva ancora che cosa è il bisogno e i meccanismi di adattamento e viveva cullato dalla risacca rassicurante dei ritmi e del respiro materno in una sorta di perfezione assoluta, non ragionata ma intensamente vissuta, in una percezione arcaica e lontana di cui l’essere umano, quando adulto, potrà percepire antiche, vaghe e indefinite tracce di memoria.

Ma anche se non conserviamo nulla di quelle tracce a livello di consapevolezza la loro presenza è ancorata nel nostro profondo e primitivo sistema biologico e psichico.
Questo periodo di profonda beatitudine è un’esperienza ancestrale presente e comune a tutta l’umanità.
Il momento della nascita è in relazione alla prima esperienza di distacco, separazione da quella originale condizione paradisiaca di totale e inconsapevole benessere.
La perdita di quella beata condizione si carica di angoscia poiché madre e figlio non sono più fusi in quella unità psico-corporea e il neonato comincia la sua vita da essere umano protetto e accudito in modo diverso dalla situazione primordiale precedente che insieme al nuovo modo di percepirsi attraverso le cure e l’amore materno si ricompone in una specie di nuova condizione paradisiaca.

Questa nuova condizione sostituisce quella precedente anche se profondamente diversa e il neonato, comincia a vivere l’origine di quella mancanza che da quel momento in avanti continuerà a cercare di colmare per il resto della sua esistenza.
Il bisogno dell’essere adulto di sognare e desiderare il grande amore, l’anima gemella, sembrerebbe avere origine da questi presupposti relazionali originari in cui la relazione di coppia sembra essere perfetta.

Dietro il profondo e umano desiderio d’amore vi è dunque il bisogno di ripristinare questo senso di completezza totale, di infinita beatitudine e assoluta interezza.
Ma dietro questo desiderio d’amore, spesso, nella relazione di coppia, si nasconde l’inganno dell’individuo che ancora rifiuta in modo oppositivo e inconscio la propria “nascita psicologica” e pretende, sempre inconsapevolmente, che il rapporto d’amore si adegui al suo bisogno paradisiaco in cui l’imperfezione legittima, umana del partner rappresenta una colpa, un difetto che non gli consente di ripristinare ciò che ha perduto e che ancora non ha emotivamente compreso del suo stesso remoto passato.

Questa mancanza di accettazione più profonda dell’altro che scaturisce dall’incapacità di diventare individui più consapevoli dei propri e dei limiti altrui e impossibilitati di sostituirci a quella relazione primaria, sprofonda l’essere umano in una sensazione di vuoto incolmabile e lo spinge, alla ricerca di un bisogno di risarcimento dalla vita che pensa, inconsciamente, il partner dovrebbe consentirgli di ottenere.

È come se quella parte infantile, non evoluta e inconscia pretendesse ancora di recuperare quell’amore incondizionato, in quella situazione beata, ormai lontana nel tempo ma continuamente presente e attiva, come una traccia di memoria antica e primitiva, nelle profondità del nostro essere che reclama d’essere rivissuta.
In questo modo l’individuo adulto ha difficoltà ad entrare in un contatto più autentico con l’“altro” da sé.
È una sorta di pretesa inconscia di onnipotenza che ostacola, nell’essere umano, la possibilità di entrare veramente in contatto con l’altro.

L’essere umano adulto dovrebbe comprendere e affrancarsi da quella condizione d’amore primario, legata alla relazione materna e profondamente radicata nella nostra dimensione più intima. In tal modo la consapevolezza che quella condizione non è ripetibile e che il nostro partner non può risarcirci di ciò di cui sentiamo la mancanza profonda ci consente di poter amare in modo più concreto, libero, autentico e profondo, dove il bisogno antico di dipendenza infantile si trasforma in interdipendenza consapevole e scambio reciproco nella consapevolezza e nel rispetto dell’autonomia di chi amiamo e dal quale siamo riamati.

L’essere umano non ancora affrancato da quella relazione primordiale d’amore beato e fusionale nel rapporto materno si spinge continuamente e inconsciamente alla ricerca di un amore di coppia totalizzante, ma del tutto estraneo alla realtà dell’altro con cui è in relazione.
Questo bisogno di amore assoluto entra in conflitto con i bisogni di indipendenza del partner che si sente spesso soffocato e ingabbiato da una richiesta non espressa e prevaricante.

In questa situazione di relazione infantile di dipendenza reciproca in una relazione amorosa non ancora emancipata da quella legata alla situazione primordiale materna, i due amanti si ritrovano a scambiarsi accuse e ripicche reciproche in un gioco di potere involutivo, mortificante e deprimente.
Inoltre, spesso, saranno spinti alla separazione dall’altro finché non riusciranno a comprendere emotivamente attraverso uno sguardo introspettivo meno superficiale, ciò che ripetono costantemente nelle loro relazioni in modo ignaro e che li riporta continuamente al punto di partenza, carichi di risentimento e insoddisfazione esistenziale dove le ombre del mondo inconscio vengono proiettate sull’altro considerato colpevole d’essere cambiato, diverso, non come lo avevamo conosciuto e quant’altro ancora.

In questo modo si carica l’altro di colpe che spesso appartengono allo stesso individuo che non ha il coraggio di mettersi in gioco con se stesso e trova nell’altro il capro espiatorio della propria sofferenza e insoddisfazione nevrotica.
Elaborare questo antico lutto relazionale del rapporto materno che ha inizio nella dimensione intrauterina, significa accettare emotivamente, profondamente e non soltanto con la razionalità che i partners non sono inseparabili.

Nella meravigliosa esperienza dell’innamoramento gli individui tornano in quella situazione di rapimento estatico e incantato che riporta in quella dimensione fusionale di condivisione assoluta. In questa dimensione amorosa, gli innamorati idealizzano l’amante e non lo vedono per quello che è veramente, ma per ciò che vorrebbero che fosse, annullando ogni tratto che preferiscono non conoscere.

Il bisogno fusionale legato alla dimensione intrauterina viene come reso nuovamente attuale in una sorta di risarcimento e di attesa infine soddisfatta.
Vivere l’illusione di questo sogno d’amore, come avviene nel momento dell’innamoramento, significa rimanere ancorati ad un irraggiungibile ideale di perfezione.
L’amore profondo e più autentico non si sviluppa nella dipendenza e nel bisogno perentorio d’essere amati senza esclusioni e incertezze, in cui la possessività la fa da padrona, esigendo che l’altro ci appartenga in modo oggettuale ed esclusivo.

L’altro non può essere un oggetto fagocitato dal nostro bisogno di possesso, ma un soggetto con i suoi propri desideri, i suoi modi d’essere e di pensare.
Se il bisogno fusionale atavico che l’innamoramento risveglia dal profondo del nostro animo non viene compreso ed elaborato non potrà evolversi in una dimensione d’amore più vera e porterà gli innamorati a vivere quella condizione di ricerca fusionale come una situazione mortifera tanto della coppia quanto del singolo individuo.

L’amore si sviluppa se si nutre di libertà in cui gli individui sono capaci di donarsi reciprocamente nell’accettazione delle loro umane e legittime differenze in grado di mantenere profondamente vivo il fuoco del desiderio. L’amore autentico non è sinonimo di perfezione e nasce dall’abbandono dell’onnipotenza illusoria di fusione totale, dall’umiltà e dalla consapevolezza di seguire ciascun componente della coppia il proprio “processo di individuazione” in un mutuo e costante donarsi reciproco.

AMORE DI SE' AMORE DELL'ALTRO (VENERE)

Di Lidia Fassio

Venere incarna due significati importanti:
• Quello di amore
• Quello di relazione

Quando noi sperimentiamo la potente energia che chiamiamo amore abbiamo la capacità di uscire da questo guscio e riusciamo finalmente ad abbandonare la nostra corazza, i nostri egoismi, le nostre paure.
Quando siamo innamorati riusciamo a sentire che non siamo più piccoli e limitati, abbiamo una potenzialità che prima non avevamo, anche energeticamente ci troviamo con un sovraccarico, non siamo mai stanchi.

L’amore oltre ad essere una carica energetica è anche un principio di attrazione, perché quando lo sperimentiamo siamo attratti da qualcosa.
L’amore può esistere anche se non c’è relazione: questo significa che l’amore mette sempre in atto un tipo di scambio, ma non è detto che sia necessariamente con un’altra persona.
Platone diceva che inizialmente eravamo ermafroditi, esseri uniti, ma eravamo così presuntuosi e incapaci di condividere che Zeus si arrabbiò e ci divise a metà; così facendo, abbiamo incominciato a cercare disperatamente l’altra metà, perché ci siamo sentiti monchi, limitati, vuoti.

Nei miti il significato di amore è molto diverso da come lo intendiamo noi oggi, bisogna arriva fino al ‘600 o al ‘700 per avere la sensazione di poter trovare qualcosa di simile a quello che pensiamo noi dell’amore, nell’antichità l’amore era visto più che altro come qualcosa di travolgente. Nei miti greci l’amore era visto come qualcosa che rapisce la ragione e allontana dall’equilibrio precedente.
Dal punto di vista psicologico possiamo fare alcuni ragionamenti. L’amore è una forza travolgente, quindi deve avere delle capacità che non si possono esaurirsi nell’incontro con l’altro, per cui prima di essere qualcosa che riguarda gli altri deve essere qualcosa che riguarda noi stessi; è, infatti, la più gran possibilità che la vita ci ha messo di fronte per vedere quello che noi siamo, per aprire e scoprire delle parti di noi.

Ciò significa che attraverso l’amore viviamo le più grandi proiezioni, buona parte delle nostre proiezioni sono vissute attraverso le relazioni, in particolare attraverso la relazione amorosa, che catalizza tutta una serie di tematiche interne.
L’amore però è fondamentalmente un qualcosa di nostro: se pensate a quei transiti che più di altri possono spingere o farvi sperimentare qualcosa che riguarda l’innamoramento (parlo dei transiti di Giove, molto veloce, e di Nettuno e Urano), tutti con modalità diverse ci spingono, quando toccano la nostra Venere, a conoscere delle parti nuove di noi.

Quindi proprio attraverso il riflesso che l’altro ci porterà di noi (ogni persona ci porta un riflesso diverso di noi ) possiamo arrivare a conoscerci molto di più. Nello stesso tempo, però, tutto quello che noi sperimentiamo a livello di emozioni durante un transito o durante un innamoramento è qualcosa che ci fa capire che abbiamo infinite possibilità, che regolarmente non sfruttiamo.
Quando siamo invasi da questo tipo di energia, l’amore, è come se avessimo tutti i pori aperti, come se la pelle e tutto il nostro corpo fossero in una fase di assimilazione, come se noi riuscissimo ad aprirci a tutto quello che c’è di nuovo.

Pensate all’innamoramento che avviene con Giove, che rappresenta un grandissimo bisogno di crescere: voi avete la sensazione che proprio attraverso quella persona voi state crescendo, voi state conoscendo delle cose incredibili di voi, quindi la proiezione che voi fate è nell’attribuire tutte queste qualità a quella persona, che voi vedete come una persona ricca, generosa, ricca di potenziali che porta a voi; in realtà il transito non vuole dirvi questo, ma che attraverso questa persona voi state proiettando i vostri potenziali, state proiettando il vostro bisogno di crescere, di aprirvi, di essere più disponibili, di avventurarvi nel mondo senza tutte le paure che avete.

Sostanzialmente l’amore sembra arrivare da fuori, invece è un’energia che parte da dentro e porta verso il fuori. Interessante è vedere la descrizione dell’amore in letteratura, nella tragedia greca (per esempio Sofocle) spesso è visto come destabilizzante, destrutturante all’interno, per cui si può perdere la pace, il sonno, la ragione, tutti i punti di riferimento, in effetti, i punti di riferimento devono cambiare.

Se pensiamo all’amore dal punto di vista astrologico pensiamo a qualcosa che coinvolge la casa VII, dato che Venere ha il domicilio primario in bilancia, però in VII inizia anche un altro tipo di equilibrio rispetto a quello avuto fino alla casa VI: bisogna necessariamente aprire dalla VI alla XII casa.
Mentre nelle case sotto l’orizzonte si siamo divisi dal Tutto, in quelle sopra bisogna riunire, per cui VENERE è il più grande principio di unione - e non di fusione - che ci porta a rincontrare l’altro, ma anche e soprattutto le altre parti di noi.

E’ vero che l’amore passa attraverso un grandissimo sconvolgimento, una disintegrazione del tipo di equilibrio che c’era prima, anche da un punto di vista psicosomatico l’amore è uno stress grandissimo, fantastico dal punto di vista psichico ma stressante da quello fisico, viene visto alla stregua di qualcosa di fortemente destabilizzante: in definitiva l’amore è una gran crisi che rompe l’equilibrio esistente instaurando un nuovo equilibrio.
Filosoficamente l’amore è stato visto come qualcosa di destrutturante e di difficile, come qualcosa che allontana l’individuo da quello che era il suo mondo conosciuto e lo avventura dentro qualcosa di sconosciuto.

L'UOMO ALLA RICERCA DELLA "SUA ANIMA"

di Lida Fassio

L’amore oltre ad essere una grande avventura in quanto mette in moto un’energia potente e trasformante è anche fondamentale perché ci permette, ogni volta che ci innamoriamo, di entrare molto in profondità nel mondo dei nostri sentimenti: in pratica, quando ci innamoriamo affrontiamo un vero viaggio nell’ignoto... solo che l’ignoto siamo noi stessi.

Non a caso l’amore è la più potente e straordinaria fonte di conoscenza di cui disponiamo per cui, mentre coscientemente noi viviamo tutte quelle suggestioni meravigliose che ci fanno sussultare, gioire, amare e vivere: l’innamoramento è un grandissimo sconvolgimento che rimette in circolo tutta la nostra energia e che nutre tutte le nostre cellule; tuttavia, quando siamo innamorati anche la nostra anima si mette al lavoro per un fine molto più sottile, meno percepibile ma non per questo meno interessante: lo scopo è quello di conoscerci mentre conosciamo il partner.

Abbiamo sostenuto tante volte che la “relazione” è il gioco più appassionante in assoluto perché consente di poter proiettare un grandissimo numero di nostri contenuti psichici; più i sentimenti sono intensi e più i nostri contenuti tendono ad emergere facendoci scoprire chi siamo e regalandoci, via via, una sempre maggior completezza.
Ragion per cui è interessante vedere quali tipi di partner incontriamo per comprendere quali parti di noi stiamo scoprendo e su cosa sta lavorando la nostra anima.

E’ importante sapere che tutto ciò che è inconscio dentro di noi verrà proiettato su qualcosa o qualcuno all’esterno: i nostri contenuti sono “immagini interiori” che non si accontentano di restare al buio e così, prendono vita attraverso questo stratagemma: agiscono attraverso uno schermo.
La proiezione è come un boomerang: viene lanciato fuori ma dovrà ritornare a noi: agisce come una calamita che attrae determinati tipi di persone e non altre e lavora incessantemente affinché noi entriamo in contatto con persone che riflettono queste immagini interiori.

La proiezione agisce indistintamente sia negli uomini che nelle donne ma, perché sia veramente efficace, deve trovare degli agganci: deve trovare un qualcosa che “somigli” perché deve agire come un vestito che trova un attaccapanni perfetto che, nel caso, calza a pennello sull’immagine interiore che l’altro ha dentro.
Comprendere bene cosa accade quando ci innamoriamo e quando scegliamo una persona è una fonte di grande apprendimento.

Perché possa partire una proiezione occorre che ci siano delle parti di noi non vissute, non ancora scoperte e quindi in ombra che vengono attivate nel momento in cui si rispecchiano in un’altra persona.
Gli uomini, che sono identificati con il loro maschile, devono quindi lavorare per scoprire il loro magico mondo femminile interno e lo faranno proprio lasciandosi sedurre da quelle donne che più agganceranno la proiezione delle sue immagini interne e meglio le rifletteranno (ANIMA) mentre, le donne, faranno altrettanto per la loro parte maschile che fatica a svilupparsi e che ha bisogno di “essere vista” fuori per poter in seguito, essere accolta e vissuta dentro (ANIMUS).

Gli uomini proiettano dunque la loro ANIMA, un archetipo complesso che si è organizzato nel tempo e che porta con sé colorazioni e immagini collettive e contenuti personali acquisiti nella relazione con le donne che hanno colorato la loro vita come la madre, la nonna e figure femminili con cui è stato a contatto.
In questa sezione noi parleremo delle immagini interne dell’ANIMA dell’uomo, cercando di identificarne i tratti più interessanti con l’ausilio dell’astrologia.

Quando parliamo dell’ANIMA di un uomo intendiamo dunque il suo “immaginario femminile interno” che fungerà da catalizzatore per un certo tipo di donna che, sarà importante perché rifletterà i suoi tratti, sia quelli più luminosi dell’archetipo, sia quelli ombra.
E’ importante però che l’uomo comprenda che quei tratti , quelli che scoprirà quasi caricaturizzati nella parte ombra, appartengono a lui e sono ciò che lui ha di più profondo; sono il suo legame con l’inconscio e il mondo emotivo, quello che avrà la fortuna di conoscere attraverso le sue compagne.

La proiezione può però diventare una trappola perché, ad un certo punto della storia, richiede il ritiro e questo deve avvenire nel momento in cui quel particolare “contenuto – tratto” si svela e non è più inconscio e può così essere integrato nella propria personalità.
Se questo non accade, la psiche si arrabbierà e farà cadere la proiezione trasformandola in ombra pura, qualcosa che sembra l’opposto di ciò che tanto avevamo desiderato nell’altra persona; in pratica vedremo solo lati negativi ed avremo l’impressione di essere stati ingannati, perché il nostro riflesso non collimerà più con ciò che, secondo noi, dovrebbe ritornarci indietro.

Gli archetipi dell’anima di un uomo possono essere letti in un tema natale da tratti della Luna e di Venere, ma anche da particolarità negli elementi che indicano la costituzione energetica della psiche.
Per Jung le persone si possono riconoscere attraverso la funzione psicologica superiore, quella che è cosciente e che viene utilizzata per “fare esperienza” e che, per effetto del bipolarismo psichico, butta automaticamente nell’inconscio quella opposta e complementare, facendola diventare la funzione inferiore che, ovviamente è l’ANIMA dell’uomo, quella che potrà proiettare con più facilità e che sentirà “familiare” quando la incontrerà all’esterno. In effetti, quando la proiezione si aggancia perfettamente l’uomo si “sente a casa” con quella determinata persona.

Le funzioni sono quattro e si collegano astrologicamente agli elementi: Intuizione – Fuoco; Sensazione – Terra; Pensiero – Aria; Sentimento – Acqua.

INTUIZIONE – FUOCO

L’uomo intuitivo è un uomo che ha molto Fuoco nel suo tema e che, ovviamente ha come funzione inferiore la Terra. E’ un soggetto che si riconosce nell’azione, è potente, pieno di energia ed è fortemente mosso dalle sue visioni ed immagini interiori. Generoso, istintivo, poco organizzato è però un grande creativo che fatica a rendere concreti i suoi sogni e le sue visioni nonostante il suo fiuto. E’ pieno di iniziativa e di passione: è però incostante, impaziente, imprevedibile e sempre alla ricerca di qualcosa che lo ispiri, incapace però di valutazione e di realizzazione.
Questo uomo ha un’ANIMA, ovvero una funzione inferiore, di tipo Sensazione – Terra e sarà attratto da donne che incarnano l’archetipo dell’AMAZZONE che, nel loro lato luminoso, sono pratiche e sanno organizzare la vita dell’uomo; sono concrete e valutative, portano ordine nella casa; sono pazienti, costanti fortemente operative ed ancorate alla realtà. Si prendono un sacco di responsabilità e si fanno carico anche di ciò che non devono.
Il matrimonio interiore a questo punto è fatto. Se però l’uomo non imparerà a far sue le qualità della sua compagna “anima”, si troverà a vivere la parte ombra di questo archetipo che è particolarmente frustrante.
L’ombra infatti è carica di aridità, di eccesso di realismo che sembrerà uccidere tutti i sogni dell’uomo, è critica, distaccata e pedante e può diventare schiava dei doveri al punto da rinfacciare all’uomo il suo infantilismo; la praticità diventa blocco per lui che si sente cassato in ogni sua iniziativa, accusato di mancare di programmazione e di concretezza. Tutto ciò sembrerà quanto di più lontano da ciò che lui ha tanto desiderato e che contava di aver trovato nella realtà.

SENSAZIONE – TERRA

In questo caso, il nostro eroe è un uomo d’affari, pratico, concreto, non si lascia andare a sogni o a fantasie inutili, è capace di risultati che programma nella sua mente in modo accurato e quasi maniacale. E’ attento ai dettagli, ponderato, paziente e metodico. Vuole che le cose abbiano un ordine e crede nelle cose tangibili e visibili. E’ un capo nato e sa dirigere la sua vita e quella degli altri.
Proprio perché è lontanissimo dalla visione e dall’intuizione, non crede ai suoi sogni, e non ama fantasticare o affidarsi al suo mondo interiore sarà affascinato dall’archetipo della MEDIUM che annovera donne visionarie e profetiche , ispiratrici che portino il fuoco e l’azione nella sua vita.
Sarà colpito dai grandi slanci, dall’immediatezza e dalla generosità nonchè dalla capacità di prendere la vita come viene, senza programmare ogni cosa.
L’ombra di questa donna è però fortemente imprevedibile, poco organizzata e lui la sentirà inconcludente e senza struttura, persa nelle sue visioni che non hanno nulla di reale. La sentirà anche particolarmente incapace di gestire i suoi istinti e le sue emozioni e questo gli farà molta paura. La accuserà di non sapersi prendere le sue responsabilità e di cambiare sempre direzione.

PENSIERO – ARIA

L’uomo pensiero è estremamente razionale; è un intellettuale nato, vive concentrato sulla sua mente e sui progetti; distaccato, obiettivo e sperimentalista; capace di creare il mondo con le parole e di mediare perché non si coinvolge mai fino in fondo nelle situazioni. Freddo, carico di energia impersonale, sempre focalizzato sulle idee e scollegato dal mondo delle emozioni e dell’istinto. La sua mente sembra un laser che illumina esattamente ciò che vuole.
Il nostro uomo ha un’anima MADRE, accogliente e sensibile che proietterà su donne vulnerabili emotivamente, rapite costantemente dal loro romanticismo e dalla capacità di sognare e fantasticare. Sono donne ricettive che reagiscono ad ogni minima vibrazione e che difficilmente sanno spiegare il perché delle cose che sentono; sono capaci di avvicinarlo al lato mistico e spirituale della vita, insegnandogli a partecipare e a coinvolgersi. E’ la donna magica, che arriva al sentimento dell’uomo e lo nutre.
L’ombra però è estremamente sconfortante: diventa caotica, irrazionale ed umorale, incapace di stabilità e di continuità; incarna la confusione e la paura della perdita dell’equilibrio mentale e l’uomo l’avvertirà come disorganizzante, qualcosa da cui difendersi perché lo porterebbe nel regno della follia aprendo la sua mente ai fantasmi dell’inconscio.

SENTIMENTO – ACQUA

L’uomo in questo caso è sensibile, ha una natura molto femminile e vive nel suo mondo fatto di emozioni e di sentimenti. E’ un artista, indipendentemente da ciò che farà di professione, poroso e fluido, adattabile e mutevole, coinvolto in ogni minima situazione; poco obiettivo, non razionale e, per questo, estremamente soggettivo e toccato da energie sempre troppo personali. E’ capace di sentire gli altri, desideroso di contatto e di vicinanza, amorevole e premuroso, si lascia facilmente rapire dal sogno; ha scarsi confini e fa fatica a distinguere e a discriminare.
Proprio per questo ha un’anima ETERA, molto impersonale, distaccata e libera; fatica ad essere costante sulle cose perché cambia quotidianamente. Sarà attratto da donne molto intellettuali, capaci di grandi ideali e di pensiero eclettico; estraniate dalla vita pratica e dai sentimenti con il fascino della distanza e dell’inafferrabilità; ama donne che vivono nel mondo delle possibilità e che sono prive di direzione e aperte alla sincronicità; sempre diverse giorno dopo giorno, non vogliono limiti che considerano “prigioni”.
L’ombra di questo archetipo è distaccato e freddo, incapace di costanza e di impegno; penetrante e tagliente come un bisturi quando vuole ferire e lui la sentirà ingannevole nei rapporti perché si muove in continuazione ed è costantemente alla ricerca di novità e di eccitazione; sembra cambiare personalità e lui la sente sleale e instabile e si sente morire perché non riesce a creare un contatto profondo con lei.

Ovviamente, in questa rubrica abbiamo trattato la parte più semplice dell’Anima, quella più collettiva, legata appunto agli elementi.


giovedì 27 marzo 2008

IL TRIANGOLO AMOROSO

di Lidia Fassio

La possibilità di poter avere relazioni inizia nella nostra vita proprio attraverso un “triangolo”.
Con questo intendo dire che non può esserci “relazione” intesa come possibilità di scambio se prima non passiamo attraverso una situazione “ a tre”; questa fase, che inizia più o meno intorno ai tre anni di vita, ha a che fare con le prove tecniche di trasmissione del primo grande amore infantile che, ovviamente, si manifesta all’interno del nucleo familiare coinvolgendo tre persone: madre – padre e bambina.

Lei, lui e l’altra è la condizione attraverso cui la bambina sperimenterà le sue arti seduttive che la porteranno da un lato a cercare di conquistare il padre e, dall’altro a sperimentare per la prima volta un senso di profonda rivalità nella madre: così inizia l’esperienza che traghetterà la bambina dal mondo della diade, che è unità con la mamma, al mondo della relazione amorosa con una persona di sesso opposto.

E’ chiaro che in questa prima esperienza, l’amore viene vissuto come “impossibile”, anche se il senso di onnipotenza è grande al punto che la bambina dice “da grande sposerò il papà ”; qquesto stato tuttavia durerà solo per la prima parte della fase edipica, dopo di che ci dovrà essere una inevitabile frustrazione che culminerà con la percezione dell’impossibilità dovuta all’inadeguatezza e al veto che viene posto dal genitore della madre stessa.

Tutto ciò è necessario sia per spostare l’investimento libidico all’esterno della famiglia sia per il necessario processo di “identificazione” che porta la bimba a quel ... “diventare come la madre” che le permetterà – da adulta – di convogliare l’affettività e in seguito la sessualità su uomini esterni.

Durante tutta la fase edipica – che dura all’incirca tre, quattro anni - la bimba mette in atto tutta la sua forza seduttiva per riuscire a conquistare l’inconquistabile.
L’importanza di questo processo è fondamentale al punto che buona parte della psicanalisi si fonda sulla risoluzione o mancata risoluzione della stessa che consentirà di poter avere da adulti, relazioni sane e gratificanti.

Sappiamo tutti quanto intensi siano i sentimenti e gli istinti dell’infanzia e, proprio a questa fase si legano alcune tematiche molto evidenti nella rimessa in scena da adulti, di nuovi e particolari “triangoli amorosi”.
Infatti tutto ciò che non si è risolto ha lasciato comunque una traccia indelebile e, proprio per questo motivo, si riaffaccerà chiedendo una rievocazione proprio all’interno della relazione perché la prima “educazione sentimentale” non ha avuto un esisto corretto.

La nostra psiche non conosce altro modo per farci affrontare le fasi rimaste sospese se non conducendoci mano a mano a rientrarci dentro.
Le bambine sono innamorate del loro padre e cercano in ogni modo di mettersi in mostra e di accaparrarsene l’attenzione e l’amore.
Questo periodo necessita di unicità e di specialità e si vuole ottenere questo proprio da lui, senza alcuna interferenza.
Ovviamente, in questa fase la bambina sperimenta anche una profonda rivalità nei confronti della madre che, ai suoi occhi, contende l’esclusività del rapporto.

La rivalità è una esperienza pesante e fondamentale nello stesso tempo poiché, mentre da un lato desidera che la madre sparisca, ne ha comunque bisogno e questa ambivalenza dà vita a sentimenti di ostilità e di colpa che convivono gomito a gomito con quelli di ammirazione e di affetto.
Cosa succede pero’ se durante questa fase la bimba ha sperimentato solo rabbia e frustrazione perché non è riuscita nell’intento ed ha vissuto solo sensazioni di “perdita e di incapacità”?
E cosa invece se si è bloccata pensando di aver conquistato ”il genitore” sicura dunque di aver vinto sulla madre ma non riuscendo ad uscire dall’investimento emotivo e affettivo sul padre?

Questi contenuti se non risolti, riesploderanno prepotentemente nella vita di relazione adulta.
Gelosia, risentimento, voglia di conquista e di possesso, dolore, rinuncia, senso di colpa e di inadeguatezza, tutto ciò che ha affollato la mente durante quel periodo della storia personale infantile in cui i protagonisti della scena erano “tre” di cui uno da amare ed uno da eliminare per poter avere libero accesso, riaprirà i battenti per essere rielaborato e compreso.
Così, si entrerà all’interno di particolari dinamiche che avranno lo scopo di condurre alla conquista dell’oggetto d’amore che, come allora, dovrà essere “inconquistabile” e, quindi, non libero; in questo modo si rimette in piedi l’esatta situazione in cui si è sperimentata frustrazione, senso di impotenza e di perdita, cercando di dar vita ad una situazione con un finale diverso.

Nel secondo caso, invece, perdura una sorta di incesto affettivo che riporta anch’esso al bisogno di creare triangoli – sempre con persone inconquistabili – in modo da restare fedeli a livello psicologico all’insostituibile oggetto d’amore che c’è nella testa.

Come si può vedere, in entrambi i casi il “triangolo” è lo strumento attraverso cui la psiche ci riconduce come per magia al vecchio modello infantile in cui l’impossibilità di realizzazione del passato rivive attraverso la persona “non libera”; questo stato di cose che apparentemente sembrerebbe patologico, ad una lettura più attenta crea invece nuove chances per poter uscire da schemi nevrotici proprio “vedendoli in azione”.

Se siete intrappolati in una situazione in cui le uniche persone che attirate nella vita hanno la caratteristica di “essere già impegnate”, allora dovrete cercare di valutare attentamente se appartenete al primo o al secondo gruppo ricordando che nel primo caso ciò che è particolarmente affascinante è “la lotta con l’altra”, una sorta di rivendicazione nei confronti della madre che non ha permesso la seduzione e la conquista; nel secondo caso, invece l’uomo non libero permette di restare fedele al padre che, a livello psichico, resta a lungo “l’unico uomo della vita“ al cui confronto qualunque altro uomo appare come inferiore, non all’altezza e quindi, svalutato.

In entrambi i casi è ovvio che non può esistere relazione, ma solo “tentativi” di arrivare ad una relazione che vengono bloccati da qualcosa di irrisolto; inoltre, l’oggetto d’amore, sia nel primo che nel secondo caso è assolutamente trascurabile in quanto, se malauguratamente si lasciasse conquistare, perderebbe comunque ogni fascino.

Altri casi che possono dare la tendenza a triangolare sono quelli delle bambine che sono vissute sempre e solo con la mamma il che crea un arresto nello sviluppo affettivo ed emotivo, soprattutto quando la separazione ha generato grandi conflitti nella vita dei due genitori e, la figlia si è trovata in mezzo a difficoltà enormi dovute all’incapacità ad elaborare certi contenuti; un’altra causa può derivare dal troppo investimento che il genitore affidatario può aver fatto sulla figlia che viene vista come l’unico scopo della vita.

Un altro grande problema accade quando il padre è totalmente assente e costringe la bambina – che ha bisogno di crearsi una figura – a “mitizzarlo” facendolo diventare un eroe che, ovviamente, sfugge ad ogni confronto con la realtà.
In tutti questi casi la psiche infantile femminile può imprigionarsi in situazioni per cui il triangolo resta l’unica situazione possibile per riaffrontare il tema fondamentale della vita.

A livello astrologico possiamo rintracciare alcune di queste problematiche in particolari segnature del tema natale personale.
Ovviamente, non esistono segni che siano più predisposti di altri a questo genere di tematiche in quanto, le stesse, sono frutto di particolari blocchi interventi nell’infanzia e, pertanto, presenti in particolari aspetti tra alcuni pianeti.
La situazione che abbiamo indicato come apportatrice di lotte con “l’altra” è molto legata ad aspetti di Luna o Venere quadrate o opposte a Marte, oppure quadrate o opposte tra loro; in entrambi i casi vi è una psicologia “di conquista” che, se da un lato può favorire una certa tendenza all’affermazione di sé proprio nel campo amoroso, dall’altro è però indicatrice di una sottile lotta con l’elemento femminile che ha causato rivalità, gelosie, difficoltà di portare a termine il processo seduttivo nei confronti del padre causando un senso di frustrazione e di incapacità di ottenere ciò che si desidera unite a difficoltà nel percepirsi come “capaci di conquistare”.

Le quadrature Luna Venere danno anche una sensazione di svalutazione di sé e di bassa autostima che prende vita in invidie e scarsità di fiducia nei confronti delle donne in genere, che tendono ad essere percepite come “rivali”, soprattutto se vengono considerate “migliori, più belle, o più seduttive“ e quindi, in un certo senso da punire perché alimentano fantasmi di incapacità e di inadeguatezza.

Nel caso in cui i triangoli vengano agiti perché perdura invece uno stato di “innamoramento” nei confronti del padre abbiamo di solito una situazione in cui agli aspetti precedenti si aggiunge anche un Sole congiunto a Venere, aspetto che può farci pensare al fatto che il padre abbia in qualche modo risposto al desiderio della figlia creando un rapporto “psicologicamente invischiante” proponendosi in una veste un po’ troppo ambigua e scarsamente decifrabile per la figlia che da un lato lo percepiva come facilmente conquistabile e, dall’altro invece irraggiungibile.

Una volta diventata donna questa figlia rimane imprigionata in un ruolo in cui idealizza il padre e lo ritiene - a livello inconscio – l’unico uomo della sua vita che però non è stato totalmente conquistato; questo stato di cose la obbliga ad innamorarsi di uomini a cui però non può concedersi psicologicamente perché la parte affettiva è già impegnata.
Il triangolo apparirà dunque la situazione ideale poiché troverà fantastico il fatto che l’altro non possa impegnarsi, esattamente come non può farlo lei.

Gli schemi psicologici che sono un po’ patologici tendono a perpetuarsi nel tempo fino a diventare coercitivi obbligando a vivere e rivivere sempre la stessa scena ed in questo, la psiche si mostra una maestra straordinaria, perché ci costringe a rimettere mano ai nostri “insoluti”.

Un altro caso difficile è quello rappresentato dagli aspetti troppo armoniosi tra Sole e Nettuno e Sole Giove che tendono a dare una “idealizzazione” potente del padre quasi sempre abbinata al fatto che il padre era psicologicamente assente.
In effetti, Nettuno e Giove hanno il potere di ricostruire nella fantasia e nell’immaginario quello che nella realtà non c’è.
Anche in quest’ultimo caso la donna può imprigionarsi nel sogno dell’amore “impossibile” e, ancor più dell’inconquistabile, che porta ad innamorarsi di chi non c’è o di chi non può rispondere a questo desiderio, ma, in moltissimi casi anche all’amore ideale che è sempre una dimensione in cui si può fantasticare l’altro perché non esiste nella realtà.

Il triangolo può illudere a lungo la donna che il problema appartenga all’altro: infatti, nella fantasia femminile il problema è vissuto come una impossibilità dell’altro a rendersi disponibile e libero e spesso lei fatica a lungo prima di comprendere la parte che invece si gioca nell’andare a scegliere sempre quel particolare tipo di partner.

La sofferenza che questi aspetti propongono sul piano della realtà quotidiana ha il solo scopo di portare il soggetto alla fatidica domanda: “perché incontro sempre uomini sposati o non liberi”?; quello è il momento in cui si è pressoché pronti ad entrare dentro a qualcosa di personale cominciando a percepire la propria vita come qualcosa che in qualche modo “dipende da noi” e che, potrebbe anche cambiare.
Questo aspetto è fondamentale perché sposta completamene il baricentro della psiche: dalla proiezione di tutto ciò che non comprendiamo di noi su altre persone, all’idea invece che tutto in qualche modo sia legato a noi anche se, in quel preciso momento, magari non ne comprendiamo la ragione.
A tale proposito ricordo ciò che diceva Parsifal : “la domanda giusta comprende già la risposta o apre le porte ad essa”.

Per verificare se la vostra Luna fa un aspetto di quadratura dovete partire dal punto in cui è posizionata nel segno e nel grado e poi contare se trovate Marte o Venere a 90 max 96 gradi da essa, sia andando verso i segni che seguono sia tornando indietro verso i segni che precedono.(es. Luna in Cancro a 10 gradi)può fare una quadratura con un pianeta che si trovi tra i 4 e i 16 gradi di Bilancia oppure, tornando indietro, con un pianeta che si trovi tra i 4 e i 16 gradi di Ariete Per trovare invece una opposizione dovete cercare nel segno che sta di fronte alla vostra Luna con una approssimazione di max 9 gradi in più o in meno.(es. Luna in Cancro a 10 gradi) può fare una opposizione con un pianeta che si trovi tra 1 grado e 19 gradi di Capricorno.
Per ciò che concerne il nostro articolo sono interessati unicamente gli aspetti della Luna a Marte e/o Venere , oppure la congiunzione del Sole con Giove o con Nettuno (nel caso, il Sole deve trovarsi vicino a Giove o Nettuno - a max 9 gradi ).