"E' il compito dell'educazione, quel lavoro che doma gli istinti e porta dalla violenza bruta alla forza cosciente"
I Ching
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Benvenuti nel mio blog! E' mio grande piacere, con questo spazio, mettere a disposizione di tutti ciò che più amo: POESIA, MUSICA, SPORT, MEDICINA, PSICOLOGIA, SAGGEZZA POPOLARE e tanto altro. Cari saluti!
Ho conosciuto Gerico, ho avuto anch'io la mia Palestina, e le acque limpide del Giordano. Le mura del manicomio erano le mura di Gerico e una pozza di acqua infettata ci ha battezzati tutti. Lì dentro eravamo ebrei e i Farisei erano in alto e c'era anche il Messia confuso dentro la folla: un pazzo che guardava i Cieli e implorava ridendo Noi tutti, branco d' asceti in un avello d'orrore noi tutti dentro l'amore eravamo come gli uccelli. E ogni tanto una rete oscura ci imprigionava ma andavamo verso la messe, la messe di nostro Signore e Cristo il Redentore confinato dietro una rete urlava a squarciagola tutto il suo male in Dio. Fummo lavati e sepolti odoravamo di incenso. e dopo, quando amavamo, ci facevano gli elettroshock perché, dicevano, un pazzo non deve amare nessuno. Ma un giorno da dentro l'avello qualcosa mi ha risvegliata e anch'io come Gesù ho avuto la mia resurrezione sono tornata alla vita ma non sono salita ai cieli sono discesa all'inferno da dove riguardo stupita le mura di Gerico antica.
Dance me to your beauty with a burning violin Dance me through the panic 'til I'm gathered safely in Lift me like an olive branch and be my homeward dove Dance me to the end of love Dance me to the end of love
Oh let me see your beauty when the witnesses are gone Let me feel you moving like they do in Babylon Show me slowly what I only know the limits of Dance me to the end of love Dance me to the end of love
Dance me to the wedding now, dance me on and on Dance me very tenderly and dance me very long We're both of us beneath our love, we're both of us above Dance me to the end of love Dance me to the end of love
Dance me to the children who are asking to be born Dance me through the curtains that our kisses have outworn Raise a tent of shelter now, though every thread is torn Dance me to the end of love
Dance me to your beauty with a burning violin Dance me through the panic till I'm gathered safely in Touch me with your naked hand or touch me with your glove Dance me to the end of love Dance me to the end of love Dance me to the end of love
CONDUCIMI FINO ALLA FINE DELL'AMORE
Conducimi fino alla tua bellezza con un violino ardente Conducimi attraverso il panico finchè potrò essere al sicuro Alzami come un ramo d'ulivo e diventa la colomba che mi riconduce a casa Conducimi fino alla fine dell'amore
Oh fammi vedere la tua bellezza quando le prove sono perdute Fammi sentire il tuo movimento come fanno in Babilonia Mostrami lentamente ciò di cui solo io conosco i limiti Conducimi fino alla fine dell'amore Conducimi fino alla fine dell'amore
Conducimi alla cerimonia nuziale ora, conducimi senza fermarti Conducimi molto teneramente e molto a lungo Siamo entrambi inferiori al nostro amore, siamo entrambi superiori Conducimi fino alla fine dell'amore Conducimi fino alla fine dell'amore
Conducimi ai bambini che chiedono di nascere Conducimi attraverso i sipari che i nostri baci hanno logorato Alza una tenda di difesa ora, anche se ogni filo è lacerato Conducimi fino alla fine dell'amore
Conducimi fino alla tua bellezza con un violino ardente Conducimi attraverso il panico finchè potrò essere al sicUro Toccami con le tue mani nude o toccami con il tuo guanto Conducimi fino alla fine dell'amore Conducimi fino alla fine dell'amore Conducimi fino alla fine dell'amore
Oggi il cielo ha su lo spolverino Non so se perché è triste o per starmi più vicino Chiara luna di notte Chiara sole al mattino Certe nuvole d'oro le fanno da coro Fiore di campo in cima ad un vulcano Chiara sta sola e rimane un mistero Chiunque vorrebbe tenerla per mano Perché quando ama, lei ama davvero
Chiara che si nota tra la folla Chiara che ha imparato a stare a galla Chiara dal sorriso dolce e provocante Chiara che non può non essere importante Chiara spaesata in mezzo alla gente È un dono o un difetto essere trasparente? Essere trasparente
Frizzante e vivace con riservatezza Trascina il suo senso di inadeguatezza Chiara se si impegna si impegna fino in fondo Chiara che col cuore abbraccia tutto il mondo Come posso amarti col mio niente da offrirti Eppure vorrei, solo per una volta Vivere la tua pelle di seta di stelle E nel mistero dei tuoi occhi calarmi fino in fondo
Chiara che si nota tra la folla Chiara che ha imparato a stare a galla Chiara dal sorriso dolce e provocante Chiara che non può non essere importante Chiara spaesata in mezzo alla gente È un dono o un difetto essere trasparente?
Chiara che si nota tra la folla Chiara che ha imparato a stare a galla Chiara dal sorriso dolce e provocante Chiara che non può non essere importante Chiara spaesata in mezzo alla gente È un dono o un difetto essere trasparente? Essere trasparente
Il Brasile guarda con mille occhi. Sono gli occhi di madri che partoriscono per la strada, di bimbi affidati alla porta del pronto soccorso delle metropoli, dei vecchi sdentati senza età, dei rampolli ricchi e meno ricchi nelle sale da ballo, delle piccole indie con arco e frecce nelle favelas di periferia. Occhi giovani e antichi, profondi e umidi, nerissimi e colorati. E quando ti guardano, ti inviano il loro messaggio: il significato di quello che fai sta esattamente in quello che fai. La gente sembra sapere da sempre che è così. Trasforma in danza la sua tristezza e beve un liquore forte e limpido che chiama cachaça, Per terra, sui marciapiedi di Rio e di Bahia, disegna stelle col sale e accende candele. Ai mercati generali, insieme a frutta e tabacco, compra statue colorate rappresentanti i santi e i diavoli che utilizza nei terreiros, i luoghi sacri per i riti dell’Umbanda e del Candomblé. Nei terreiros la gente va a curarsi. Assiste alle celebrazioni dove i sacerdoti-medium in vesti bianche cantano, danzano e bruciano incensi per propiziare la venuta di alcuni dei tanti spiriti che simboleggiano i vari aspetti del divino e con esse si transidentificano e operano rituali. Anche così, attraverso il simbolo, la cultura brasiliana resta viva, tramandando ciò che di più vitale ha saputo produrre. La pregnanza cosmica del significato simbolico costruisce una sintesi e stabilisce una continuità che arriva direttamente all’ancestro e con esso intreccia un legami fuori dallo spazio-tempo, un cordone infrangibile di amore il cui “dove” naturale è il tutto. Il biologico, l’istintivo e l’immaginario respirano profondamente nel petto di ogni brasiliano, ed è a tale livello che le persone comunicano, si riconoscono e si amano. È l’energia dell’umano a svelare il mistero della comunicazione. Attraverso il rito la parte ritorna al tutto. L’uomo biologico rivendica la sua natura più profonda; ancorato alle sue origini recupera l’uomo sociale dentro di sé, spazzando via l’ingorgo culturale e aprendo la strada all’uomo universale. In essenza, la cultura brasiliana è la cultura del transe, frutto della mescolanza delle sue tre anime: la bianca, la india e la nera. L’anima bianca del portoghese cattolico che comandava, decideva e professava il suo culto alla luce del sole. L’anima colta e padrona che ha partorito, insieme ai mostri del potere politico-economico, una miriade di comunità spirituali sparse per tutto il Brasile e persone deliziose capaci di realizzare una sintesi del patrimonio del suo popolo e di lasciare una voce al cuore del Brasile. L’anima nera dello schiavo portato in catene, domato con il ferro, che divenne, con la sua robustezza e le sue fatiche immani, il pilastro della produzione minerario-agricola che condusse il Brasile all’età adulta. L’anima Afro, grondante sudore e sangue, sopravvissuta alla saggezza della accettazione, anche grazie ad un filo di amore connesso all’universale e intessuto dagli Orixás, divinità portate da oltre oceano, archetipi, forze elementari e spirituali ad un tempo. L’anima rossa dell’indio, fiero e indomabile, che collaborando o più spesso ribellandosi al bianco oppressore, continuò a popolare il territorio di un amalgama etnoculturale estremamente ricco e vario. L’anima india, forte e guerriera, sacra nel quotidiano, indivisa e selvaggia nel suo rapporto con la natura, senza tempo, dagli occhi puliti e insondabili, dal cuore istintivo e vergine. Così gli Orixás fraternizzarono con la tradizione sciamanica india, il suo culto sacro per la natura, le danze estatiche e propiziatorie, si mascherarono, per sopravvivere, nelle vesti e sembianze di ignari e compiacenti santi cattolici. I culti afro-brasiliani, nelle loro varie sfaccettature, in questo modo si sparsero per tutto il litorale, si addensarono nei nuclei urbani, forgiarono comunità sparse nelle vaste praterie e nelle intricate selve amazzoniche e del Mato Grosso. Lo sciamano indio, con il suo esempio, insegna allo scienziato occidentale l’unità, il rispetto imprescindibile e assoluto per l’ecosistema in cui vive. Egli sa di essere parte di tutto ciò che lo circonda, sa che se il rispetto per l’ecosistema passa per il rispetto di sé e che se non rispetta se stesso non può produrre nulla di rispettabile. Lo sa e lo vive. I sacerdoti degli Orixás insegnano al medico occidentale a parlare col cuore, a porre la scienza al servizio dell’amore. La cultura brasiliana del transe (da non confondersi con la trance) è dunque un’inestricabile miscuglio delle tre anime che l’hanno prodotta. Essa, nelle sue varie forme che pongono l’accento ora sull’una ora sull’altra anima, nutre l’uomo universale dentro di noi, recupera l’energia dell’umano riappropriandosi dei simboli archetipici in quanto catalizzatori di energia. Essa ci conduce a riconoscere e a gestire la nostra ipersensibilità, ci insegna l’atteggiamento meditativo e l’umiltà della saggezza. Quell’umiltà dell’anima che rischiamo di perdere tra i prodigiosi balocchi della nostra tecnologia avanzata.
Nel cielo passano le nuvole che vanno verso il mare, sembrano fazzoletti bianchi che salutano il nostro amore.
Dio come ti amo non è possibile avere fra le braccia tanta felicità baciare le tue labbra che odorano di vento noi due innamorati come nessuno al mondo
Dio come ti amo mi vien da piangere in tutta la mia vita non ho provato mai un bene così caro un bene così vero chi può fermare il fiume che corre verso il mare le rondini nel cielo che vanno verso il sole chi può cambiar l'amore l'amore mio per te